Viterbo – “Una sede distaccata del conservatorio? Zero possibilità o quasi”. Già in epoca Michelini sindaco se ne era parlato e Alfonso Antoniozzi, assessore alla Cultura, uno ferrato sulla materia, le canta senza troppi giri di parole.
“Una sede distaccata del conservatorio partendo dalla scuola musicale comunale – ricorda l’assessore – ha zero possibilità o quasi. Più facile che si vada a formare da zero il conservatorio, non tenendo conto della scuola stessa”.
Melania Perazzini e Alfonso Antoniozzi
Troppo complesso e lungo l’iter. “Dura anni, prima la statalizzazione quindi istituto parificato per poi muoversi agganciati al conservatorio e avere l’autonomia. Qualcosa di faticoso e improbabile”.
Non è questo lo spartito giusto per la scuola musicale di Viterbo.
Ieri mattina se n’è discusso alla prima riunione della quarta commissione (Cultura). Dopo avere eletto la presidente Melania Perazzini, Antoniozzi ha proposto una modifica al regolamento, per consentire al coordinatore di rimanere in carica non uno, ma tre anni, ripetibili una sola volta. Così da poter dare un’impronta maggiore alle attività.
“Per il conservatorio – continua Antoniozzi – qualora si dovesse arrivare a chiudere l’iter, oltretutto gli insegnanti sarebbero assunti a livello statale, con graduatorie nazionali. Non ci sarebbe continuità con quelli attuali”.
Nel 2017, l’allora vicesindaca Luisa Ciambella favorì un incontro al ministero a Roma, proprio per il conservatorio da istituire a Viterbo. Non fu una bella trasferta. “Ci chiesero una lunga lista di requisiti – ricorda Ciambella – che non potevamo garantire, fu scoraggiante. Ma ci diedero anche qualche suggerimento, come specializzarsi su uno strumento in particolare”. Un’idea che suona bene all’assessore Antoniozzi.
Nel frattempo, la sede della scuola è vacante. Attualmente al Carmine. “Quella istituzionale è al ridotto dell’Unione – spiega Laura Allegrini (FdI) – siccome recuperare quei locali voleva dire predisporre un progetto complessivo, optammo per sistemare gli appartamenti nella parte posteriore, all’ultimo piano, così da riportarci la scuola musicale comunale. A febbraio gli interventi dovrebbero essere ripresi, avevamo stanziato 300mila euro”.
Antoniozzi li ha visionati. “Hanno realizzato col cartongesso otto aule identiche – ricorda l’assessore – ma il grosso problema lì è rappresentato dalle barriere architettoniche. Senza tenere conto dell’insonorizzazione. Tra una stanza e l’altra si sente tutto e bisogna valutare anche se le lezioni interferiscano con il teatro”.
Probabile che il Carmine continuerà ancora per un po’ a ospitare la scuola.
Sempre in zona, per l’Unione ieri è stata portata in commissione un’altra modifica al regolamento, stavolta per la fruizione del teatro da parte d’associazioni culturali. Oggi le spese sono troppo elevate ed è previsto che l’amministrazione possa concedere gli spazi con un taglio dei costi pari alla metà.
L’idea sarebbe quella di offrire la possibilità di usufruire del palcoscenico a un prezzo agevolato, al 50% per le associazioni culturali viterbesi.
La concessione gratuita al momento è solo per associazioni di beneficienza ed enti no profit. Una modifica che ha sollevato qualche perplessità in zona opposizione, da parte di Lina Delle Monache (Pd) e Antonella Sberna (FdI).
Giuseppe Ferlicca
– Melania Perazzini presidente della quarta commissione
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