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Acquapendente - Motivi economici dietro il violento alterco finito con l'arresto di uno dei contendenti - Il bilancio è di due feriti, tra cui un dipendente dell'impianto

Botte all’autolavaggio, lite tra vecchio e nuovo titolare a colpi di cacciavite

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Controlli dei carabinieri

Carabinieri


Acquapendente – (sil.co.) – Botte all’autolavaggio, dove un violento alterco tra il vecchio e il nuovo proprietario sarebbe finito a colpi di cacciavite. E’ successo sabato ad Acquapendente. Sono intervenuti i carabinieri della locale stazione guidati dal comandante Alessandro Labianca. Uno dei contendenti è stato arrestato e poi rimesso in libertà.

Ad avere la peggio, con una prognosi di 15 giorni, sarebbe stato il nuovo proprietario dell’autolavaggio, un marocchino, che, dopo avere acquistato l’impianto da un egiziano dandogli un anticipo, si sarebbe rifiutato di saldargli il conto, in quanto sprovvisto, a suo dire, di una centralina funzionante, senza la quale sarebbe stato impossibile lavare le vetture meccanicamente.

Per questo sabato scorso, primo ottobre, l’egiziano sarebbe piombato nell’autolavaggio, sito ad Acquapendente, pretendendo dal marocchino i soldi del saldo, che secondo lo stesso gli erano invece dovuti. Non a parere del marocchino, che a sua volta gli avrebbe detto che gli servivano per riparare il guasto ereditato dalla gestione precedente.

Tra i due sarebbe scoppiato in breve un violento litigio, culminato nell’aggressione col cacciavite da parte dell’egiziano, alla quale sarebbe stato presente anche un dipendente del nordafricano, rimasto pure lui ferito come il datore di lavoro e medicato in ospedale con una prognosi di sette giorni.

L’egiziano, oltre a colpire le parti offese, si sarebbe anche appropriato della centralina al centro del contendere, motivo per cui è stato arrestato per rapina.

Difeso dall’avvocato Ronchini, è comparso ieri davanti al giudice Elisabetta Massini, che non ha convalidato l’arresto per rapina, riqualificata in furto, rimettendo in libertà lo straniero, indagato a piede libero sia per furto che per lesioni.

La presunta vittima, assistita dall’avvocato Enrico Valentini, ha fatto nel frattempo predisporre una perizia di parte, dalla quale si evincerebbe in effetti la non funzionalità della centralina dell’autolavaggio.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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5 ottobre, 2022

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