Viterbo – Ecocentro al Poggino se tutto va bene sarà pronto fra un anno e mezzo.
Non sta avendo una gestazione facile la struttura destinata ad accogliere rifiuti dei viterbesi, quelli come gli ingombranti e non solo, che non possono finire nei normali mastelli o cassonetti.
Nel capoluogo, una struttura simile manca da anni, quando ha chiuso definitivamente quella provvisoria al Riello. È rimasto soltanto il centro a Grotte Santo Stefano. Chi ne ha bisogno abbina l’utile dello smaltimento rifiuti, al dilettevole di una passeggiata di una trentina di chilometri, fra andare e tornare. Oppure, la domenica mattina, nelle date previste, approfittare della postazione mobile sempre al Riello.
La procedura va avanti a rilento. L’ultimo provvedimento alcuni giorni fa. Riguarda l’incarico di direzione lavori, ultima formalità prima di far partire il bando di gara. Avrà bisogno di mesi, fra l’espletamento e l’affidamento dei lavori. Che poi dovranno essere eseguiti.
Un anno e mezzo alla fine, potrebbe rivelarsi anche una previsione ottimistica.
Era l’agosto 2019 quando tutto è partito. La delibera per realizzare un ulteriore centro comunale di raccolta rifiuti era datata primo, con l’allora sindaco Giovanni Arena ad annunciare la realizzazione del centro raccolta rifiuti.
Il 26 febbraio 2021 è stato approvato il progetto di fattibilità e il primo ottobre dello stesso anno, quello definitivo-esecutivo.
A più riprese, dall’opposizione sono arrivate richieste per capire i tempi. Anche da Chiara Frontini, che oggi come sindaca si trova a iniziare e portare a compimento l’opera. Nel frattempo i costi sono lievitati.
A novembre dello scorso anno l’investimento è salito di 185mila euro, da 734mila a 920mila euro. Effetto già da allora, dei rincari per i materiali da costruzione, acciaio, lamiere, legno.
Ma l’opera ha richiesto maggiori attenzioni anche nella parte ad esempio, del sistema di scarico fognario, con relativi ripristini stradali da considerare.
Fra le diverse ipotesi per l’avvio dei lavori, a dicembre dello scorso anno si era ipotizzata la primavera successiva. Andata. Magari andrà meglio con la prossima.
Giuseppe Ferlicca
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