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Viterbo - Fatiganti (UilTucs): "Dalla seconda metà di ottobre luci abbassate e qualche chiusura anticipata in quasi tutta la grande distribuzione, ma non basta..."

“Crisi energetica, gli ipermercati devono fare la loro parte e chiudere domenica e festivi”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Per ridurre i costi dell’energia, gli ipermercati devono fare la loro parte e chiudere domenica e festivi. Anche a Viterbo”. La richiesta arriva dalla UilTucs della segretaria generale Elvira Fatiganti alla guida del sindacato dei lavoratori che rappresenta anche il mondo del commercio. Quella parte di mondo che però serve dall’altra parte del bancone.

“Le aziende – spiega poi Fatiganti – hanno già iniziato a mettere in campo delle azioni che ancora, fortunatamente, non stanno ricadendo sui lavoratori. Di solito vengono subito tagliati i costi del lavoro. Questa volta, invece, non è successo. Almeno non per il momento. Non nella grande distribuzione che in queste settimane ha anche messo in campo tutta una serie di provvedimenti per ridurre il consumo di energia”.


Elvira Fatiganti, segretaria generale UilTucs Viterbo

Elvira Fatiganti, segretaria generale UilTucs Viterbo


Novembre. Con una guerra alle porte d’Europa che va avanti da quasi 300 giorni e una crisi energetica che rischia di non avere precedenti e peggio ancora far saltare in aria definitivamente equilibri geopolitici di lungo corso, arriva l’inverno e con esso le bollette, quelle più pesanti, a colpire chi, nei mesi già trascorsi, è stato già fiaccato pesantemente. Migliaia di euro di luce e gas per le attività commerciali, centinaia e centinaia per le famiglie.

A rispondere al caro energia, anche la grande distribuzione. “Iperconad, 158 lavoratori, – racconta la segretaria generale della UilTucs – dal 10 ottobre sta riducendo l’illuminazione in determinate fasce della giornata. Dal lunedì al venerdì si chiude alle 8,30. Il sabato e la domenica alle 9. Durante la notte vengono spenti i condizionatori e lasciati aperti gli scovolini per assicurare il ricambio d’aria naturale. Le luci delle gallerie vengono spente durante la notte e riaccese la mattina. Spenti anche i due lampioni esterni. L’Ipercoop, 130 lavoratori, dal primo novembre ha avviato una fase sperimentale che durerà fino al 4 dicembre. Vengono abbassate le luci e ridotto l’orario di chiusura. Invece delle 21, l’Ipercoop fino al 4 dicembre chiuderà alle 20,30”.


Viterbo - Iniziano i saldi

Grande distribuzione (foto di repertorio)


“A ridurre la luce in determinate fasce orarie – prosegue Fatiganti – pure Unieuro, 40 dipendenti. Per il momento le strategie aziendali sono queste. Anche se la scelta giusta da fare è chiudere la domenica e i festivi, tranne Natale e Pasqua. E’ l’unico modo per produrre un risparmio energetico vero. Ma non dovrebbe essere solo una scelta viterbese, che comunque andrebbe fatta anche spostamento dalle stesse aziende, ma una decisione presa dal governo”.

In più c’è il timore che prima o poi a pagare il costo della crisi in corso siano i lavoratori. “Quanto potrà reggere questa situazione – si domanda infatti Fatiganti – prima che si ripercuota direttamente sui lavoratori? Sui loro stipendi, sul loro potere d’acquisto, sul loro stesso posto?”.

“L’Ipercoop – aggiunge Fatiganti – ha preso poi un’ulteriore iniziativa, fra l’altro bella, distribuendo ai dipendenti dei questionari sulla transizione ecologica, chiedendogli, tra le altre cose, come raggiungono il posto di lavoro e come gli piacerebbe arrivare. Va considerato però che il grosso dei dipendenti viene da fuori Viterbo e che gli autobus non hanno orari compatibili con i turni dei lavoratori. Sarebbe importante che questa situazione fosse valutata attentamente, sia dalle istituzioni, intervento su Cotral affinché immagini orari compatibili anche con i lavoratori, oltreché con le scuole. Sia dall’Ipercoop stessa spostando il personale nella sede più vicina alla propria abitazione. Questo permetterebbe anche di avere meno macchine in circolazione, quindi meno inquinamento”.

“Non solo – conclude infine Elvira Fatiganti -, ma in questo modo anche i lavoratori potrebbero fronteggiare più tranquillamente la propria crisi energetica. Quella che sta colpendo le loro famiglie da mesi, con bollette della luce e del gas da centinaia di euro. Raddoppiate, triplicate, quadruplicate anche per le famiglie dei lavoratori. Se infatti consideriamo un part time, che prende tra le 750 e le 800 euro al mese, oppure un full time, che ne prende 1300, e che fanno avanti e indietro per 5-6 volte a settimana e lo traduciamo in benzina, vengono fuori duecento euro al mese come minimo. Se poi a questo costo ci aggiungiamo le 300 di gas, se va bene, le 150 di luce, se va bene, l’affitto, la spesa e i figli… Cosa gli resta a un lavoratore a fine mese?” 

Daniele Camilli

 


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29 ottobre, 2022

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