Viterbo – Per due mesi in Ucraina, con Medici senza frontiere. Giulia Gobbi, una laurea in economia, fa parte dell’organizzazione internazionale impegnata in zone di guerra per portare aiuto alle popolazioni. Prima dell’Ucraina, un anno in Congo.
Intervistata dal Tgr, racconta d’essere sempre stata attratta dal mondo umanitario, col desiderio di partecipare e quando si è presentata l’occasione è entrata in Medici senza frontiere, dove il suo compito è amministrativo, si occupa della parte contabile e finanziaria.
Giulia Gobbi
In Ucraina, sotto le bombe russe, la prima emergenza è quella sanitaria. “C’è bisogno sicuramente di assistenza sanitaria di qualità – spiega Giulia Gobbi al Tgr – il sistema nazionale è attivo, ma non in gradi di fornire alla popolazione dell’assistenza di cui ha bisogno e poi servono medicinali, ambulanze”.
In un paese dove ogni giorno si contano feriti e morti, una storia le è rimasta particolarmente impressa: “Una ragazza di cui ho visto le foto sui social prima della guerra. Bionda, bellissima, sorridente. Quando è stata presa in carico dai nostri sanitari era senza capelli, aveva perso un occhio, con la parte destra del corpo completamente coperta da escoriazione dovute a un razzo caduto sulla sua macchina, mentre cercava di uscire dal Donbass”.
Guerra in Ucraina
Medici senza frontiere gira letteralmente l’Ucraina per andare in soccorso alle popolazioni. “In collaborazione con il ministero delle ferrovie è stato ristrutturato un treno che è diventato un’ambulanza su rotaie – spiega – percorre tutta l’Ucraina, si ferma di stazione in stazione e recupera i pazienti anche gravi. Abbiamo infatti anche una terapia intensiva.
Attraverso il passaggio di questo treno, le persone riescono a sfuggire dalla zona più colpita dal conflitto per essere portati al primo ospedale, dove possono essere curati.
Non ci si abitua mai al dolore e alla sofferenza altrui”.
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