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Roma - L'esponente di Fratelli d’Italia eletto al primo turno, ma senza i voti di Forza Italia - Frizioni all'interno del centrodestra

La Russa nuovo presidente del Senato: “Difenderò allo stesso modo i diritti della maggioranza e dell’opposizione”

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Roma – “Sarò inflessibile nel difendere allo stesso modo i diritti della maggioranza e dell’opposizione. Mi troverete pronto”. Si è sempre detto un uomo di partito Ignazio La Russa, anche oggi nel suo primo discorso da presidente del Senato. Ma l’esponente di Fratelli d’Italia ha subito aggiunto che non sarà più così in questa nuova veste istituzionale: “Cercherò con tutte le mie forze di essere il presidente di tutti”.

La corsa per la presidenza del Senato questa mattina è iniziata e si è conclusa nel giro di una sola votazione. Ignazio La Russa è stato infatti eletto dai colleghi al primo turno con 116 voti. A seguire Liliana Segre e Roberto Calderoli con 2 voti ciascuno, mentre 66 sono state le schede bianche. Presenti 186 senatori su 187.


Roma - Il primo discorso da presidente del Senato di Ignazio La Russa

Roma – Il primo discorso da presidente del Senato di Ignazio La Russa


Le voci delle ultime ore si sono dunque confermate. Già dalla notte di ieri erano cominciate a circolare diverse notizie su un accordo raggiunto tra gli alleati del centrodestra per affidare palazzo Madama a Ignazio La Russa. Notizie che, in mattinata, sono state anche confermate da diversi esponenti della coalizione.

All’arrivo dei senatori in aula c’è stato poi un lungo abbraccio tra La Russa e Roberto Calderoli della Lega, che fino a ieri sera era l’altro pretendente al ruolo di presidente. Un gesto, questo, in cui molti hanno visto la fine della corsa tra i due per il ruolo di presidente. A favore però del fratello d’Italia.

Eppure oggi, con il governo non ancora formato, si sono registrate frizioni all’interno della coalizione vincitrice delle elezioni. I senatori di Forza Italia non hanno infatti risposto alla prima chiama e non hanno quindi votato per La Russa come presidente del Senato. A rispondere sono stati solo Silvio Berlusconi e Maria Elisabetta Casellati. Un segnale di protesta contro Meloni e Salvini per quello che gli azzurri ritengono uno scarso peso di governo dato dai propri alleati a Forza Italia. 

Sembrerebbe inoltre che in aula ci sia stato addirittura un battibecco tra gli stessi Berlusconi e La Russa. Che infatti è stato sì eletto al primo turno, ma con voti di poco al di sopra la soglia della maggioranza, fissata a 104.

“Sarò inflessibile nel difendere i diritti della maggioranza e dell’opposizione allo stesso modo, mi troverete pronto – ha affermato La Russa nel suo primo discorso da presidente del Senato -. Sono sempre stato un uomo di partito. Ma in questo ruolo non lo sarò. Cercherò con tutte le mie forze di essere presidente di tutti. L’Italia non può e non deve fermarsi. Tutti chiedono lavoro, dignità e benessere. Tocca a noi, maggioranza e opposizione, provare a dare misure giuste e urgenti”.

“Le tante crisi di oggi necessitano di miracoli – ha aggiunto -. E chi meglio di noi, con il nostro ingegno e la nostra essenza, può compierli? Penso per esempio al made in Italy che va difeso. Nessun ambito può essere escluso dall’eccellenza italiana. Ma non solo turismo, moda e altri settori produttivi. Il nostro paese ha dimostrato di non essere secondo a nessuno neanche in tema di solidarietà. Non dimentichiamolo mai”.

“I momenti più tristi e toccanti della mia carriera politica sono stati quando ho dovuto portare sulle spalle le bare dei militari caduti in Afghanistan – ha continuato il presidente, ricordando gli anni trascorsi come ministro della difesa dal 2008 al 2011 -. A tutti loro e alle vittime di tutte le guerre va il mio omaggio. Purtroppo però la guerra non è solo un ricordo. Ne parliamo ancora oggi con tutto quello che stanno subendo i patrioti ucraini. A loro e ai profughi, non solo ucraini, ma di tutte le guerre va la mia riconoscenza. Chi scappa dalla guerra va accolto con onore”.

In chiusura del suo primo discorso da presidente, La Russa ha dedicato un passaggio anche all’Europa: “L’Unione Europea deve e può essere ancora simbolo di unità, pace e democrazia. Dobbiamo guardare all’Ue come la nostra casa comune. L’Ue può esserlo, invece a volte di occuparsi di cose di secondaria importanza”.

Classe 1947, Ignazio La Russa è stato deputato dal 1992 al 2018. Nell’ultima legislatura è stato invece eletto tra i banchi del Senato. Entrato in parlamento tra le fila del Movimento sociale italiano, La Russa nel tempo ha militato in Alleanza Nazionale, Popolo delle libertà e infine, dal 2012, in Fratelli d’Italia. Nel corso della sua carriera politica è stato vicepresidente della Camera (1994-1996), ministro della difesa (2008-2011) e vicepresidente del Senato (2018-2022).


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13 ottobre, 2022

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