Vincenzo Bologna nel 1951
Montefiascone – “Intitolate la biblioteca all’ex sindaco Vincenzo Bologna e parte di via della Rocca a lui e alla moglie Vera”. È la richiesta del figlio Paolo Bologna all’amministrazione comunale di Montefiascone.
Richiesta protocollata diverse settimane fa.
L’obiettivo è rendere omaggio a un ex sindaco, ma soprattutto ad un grande uomo che ha portato in alto la città di Montefiascone con oltre quarant’anni di impegno e dedizione, lasciando una grande quantità di opere per il paese.
Un impegno, quello di Vincenzo Bologna, dal dopoguerra agli anni ’80, che ha riguardato la politica, l’urbanistica, il lavoro e gli apparati produttivi, il turismo, l’associazionismo, lo sport e molto altro.
È stato sindaco dal 1settembre 1975 al 19 luglio 1979 e prematuramente scomparso nel 1987 all’età di 66 anni.
Vincenzo Bologna e la moglie Olivera Mezzetti nel 1965
Vincenzo è stato sempre accompagnato da una grande donna: la moglie Olivera Mezzetti, conosciuta dai più come Vera.
Per questo il figlio Paolo ha inviato una lettera all’amministrazione comunale con la richiesta di intitolare parte di via della Rocca a Vincenzo Bologna e la moglie Vera e la biblioteca comunale all’ex sindaco.
Vincenzo era originario di Monteiasi, piccolo paese sul mare di Taranto, combattè, fu ferito e decorato in Africa nel corpo dei Granatieri di Sardegna nel corso della seconda guerra mondiale, fu poi anche partigiano con il sabotaggio di un treno tedesco.
Si nascose nella Tuscia e dopo il passaggio degli alleati abitò a Montefiascone diventando in pochissimi anni il principale referente politico della Democrazia Cristiana, di cui fondò la sezione viterbese.
Montefiascone – Vincenzo Bologna nei giardini della Rocca dei Papi negli anni ’50
Negli anni ’50 diresse “L’ente maremma” e fu il promotore della realizzazione della strada del lago e della Cantina coop sociale e fece realizzare l’unico documentario su Montefiascone.
Negli anni ’60 rilanciò la Fiera del vino con la partecipazione di ministri, senatori e tante personalità, tra i quali Giulio Andreotti, suo referente politico da sempre, personaggi dello spettacolo di rilievo come Gianni Morandi, Rita Pavone e Little Tony, Ricchi e Poveri.
Con lui vide la luce anche il corteo storico con la rievocazione della leggenda di Defuk.
Nel 1966-67 diresse per una sola stagione la locale società sportiva e la squadra di calcio del Montefiascone.
Inoltre proprio con Vincenzo Bologna l’ospedale di Montefiascone venne dotato di primari e centinaia di posti letto.
“Se la sede comunale è negli attuali locali di palazzo Doria – scrive Paolo Bologna – e non in un nuovo palazzo fuori delle mura cittadine, lo si deve a mio padre ed alla sua amministrazione. Quando fu eletto sindaco nel 1975, la sede comunale era inagibile sin dal 1969, e gli uffici fuori del palazzo e del centro storico alto da ben sei anni. Tanti volevano costruire un nuovo edificio fuori le mura. Bologna invece appaltò subito i lavori, per una complessa ristrutturazione che durò ben tre anni”.
Paolo Bologna
Tra le altre opere a cui Vincenzo Bologna si dedicò fu la costruzione della tangenziale, tra La Cassia e l’Umbro Casentinese; del nuovo quartiere Bucarozza; del macello comunale, della palestra, del campeggio e fece acquistare il prestigioso e storico palazzo Pieri Buti e ne fece la biblioteca comunale.
“Alla luce di tutto ciò – continua Paolo Bologna -, se l’amministrazione è d’accordo per una targa in comune ai due coniugi Vincenzo e Vera, la strada da dedicare non può essere altro che via della Rocca, nel tratto che da via Piave, dove finisce la via abitata sullo slargo, fino al piazzale della rocca stesso. Lì, proprio su quella piazzetta, hanno vissuto appena sposati e generato i primi tre figli, il quarto è nato in una casa poco vicina; in totale hanno vissuto insieme, da sposati in affitto, e in quell’area anche da giovani, per circa dodici anni. Le altre ipotesi vedrebbero Vincenzo Bologna da solo, e cioè piazza del Plebiscito perché ha voluto lui la sede comunale lì, o la parte sud-ovest di via della Bandita (‘la scesa de Bologna’), o la via del lago, la tangenziale, etc, etc. E di dedicare solo a Vincenzo Bologna la biblioteca comunale, sua pura creazione”.
Vincenzo Bologna e la moglie Olivera Mezzetti negli anni ’80
Vincenzo Bologna nella sua vita è stato insignito delle qualifiche di Cavaliere, Commendatore e infine Grande Ufficiale al merito della Repubblica.
È stato anche presidente dell’Associazione Industriali e della Cassa Edile della provincia di Viterbo.
“La famiglia – conclude Paolo Bologna nella lettera – sosterrà tutte le spese (targhe e loro posa, rinfresco, pubblicità e quant’altro). Certo che troverò felice riscontro, e ne darò conto anche singolarmente tutti quelli che hanno appoggiato o gradito l’iniziativa, questo mio post ed iniziativa nasce anche come stimolo per tutta la cittadinanza”.
A breve il figlio Paolo curerà un libro dal titolo “Vincenzo Bologna. Quarant’anni di storia di Montefiascone”.
“Se ci guardiamo indietro – ricorda Paolo Bologna -, non c’ è nessuno che abbia mai fatto tanto per Montefiascone, almeno nel secolo scorso. Spero che se ne comprenda l’enorme portata storica del personaggio”.
Michele Mari
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