Viterbo – Sei contratti a chiamata scaduti e non rinnovati. Sei addetti al servizio di portierato della Asl che ora non hanno più un lavoro. A denunciare l’accaduto è la sigla sindacale Uil.
“Queste sei persone sono state assunte due anni fa dalla ditta appaltatrice con un contratto a chiamata, che lo scorso 30 settembre è scaduto – spiega Elvira Fatiganti, UilTucs -. Durante l’emergenza Covid hanno lavorato duramente, facendo turni impossibili e dando completa disponibilità affinché il servizio venisse svolto in maniera impeccabile. Speravamo che, alla vigilia della scadenza del rapporto lavorativo, l’azienda proponesse loro un contratto diverso, dato che, come la legge impone, non si può rinnovarne uno a chiamata”. Un contratto subordinato, anche a tempo determinato. L’opzione proposta dalle sigle sindacali all’azienda che si occupa del portierato. “Ma niente di tutto questo è stato possibile” chiarisce Fatiganti.
Al problema del precariato per i sei addetti con il contratto scaduto, si aggiunge anche la difficoltà per i colleghi rimasti di coprire tutti i turni. Ad occuparsi del portierato ci sono al momento una trentina di persone, tra uomini e donne, che devono coprire un numero di presidi che, nel corso degli ultimi mesi, è cresciuto. “Oltre alle postazioni a Viterbo città, ci sono quelle a Montefiascone, ad Acquapendente. Il numero dei presidi è cresciuto in questi due anni e le unità di personale che c’erano prima non bastano più. Il risultato sono turni di lavoro massacranti da 16-17 ore”.
Quello che le sigle sindacali ora chiedono è un futuro per questi sei contratti. “Servono come forza lavoro per garantire un servizio – sottolinea Fatiganti -. Servono per far rispettare a tutti i dipendenti i propri turni”.
Barbara Bianchi
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