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Comune - Dall'impianto ex Inps in malora al termalismo libero, decenni di occasioni perse nel consiglio straordinario in programma domani 11 ottobre

Viterbo città termale a metà

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – Viterbo città termale a metà. Del rilancio di un settore ritenuto fondamentale se ne parla da decenni. L’emblema è l’impianto ex Inps, che festeggia i 30 anni dalla chiusura e finora, progetti di rilancio hanno attraversato le varie amministrazioni comunali, senza che nulla si muovesse.

Adesso a palazzo dei Priori c’è la sindaca Chiara Frontini e l’opposizione vuole capire cosa farà, le linee d’indirizzo e lo stato d’attuazione dei programmi.


Viterbo - Ex Terme Inps

Ex Terme Inps


Pd, FdI e Lega hanno chiesto un consiglio comunale straordinario in programma domani 11 ottobre alle 9,30. Obbligatorio non aspettarsi miracoli. Frontini è a palazzo dei Priori da tre mesi, tanto per rimanere sull’ex Inps, l’impianto è chiuso da tre decenni.

Qualche risposta, invece, potrebbe arrivare sul fronte Bagnaccio. Il braccio di ferro tra i gestori e l’amministrazione ha portato alla revoca della concessione mineraria. Va riassegnata, ma le vasche sono su un terreno privato, il che complica una situazione già non facile.

Si riuscirà a chiarire, magari, se e quando partiranno gli interventi al Bullicame. Un investimento da centomila euro, ottenuti con un emendamento proposto da Alvaro Ricci quando c’erano ancora Arena sindaco e Contardo assessore. Lì vicino, le piscine Carletti, altro luogo di termalismo libero, chiedono attenzione.


Viterbo - Ex Terme Inps


Sull’impianto ex Inps, invece, sempre col centrodestra a palazzo dei Priori era stato, più che portato avanti riportato indietro, il procedimento avviato con l’amministrazione Michelini. Arenato in regione. Una colossale perdita di tempo. L’ennesima. Del resto, 30 anni sono lunghi.

Mancavano elementi importanti, come la compatibilità urbanistica e anche certezze sulla disponibilità d’acqua termale. Sono stati stanziati fondi per uno studio con cui accertare la giusta quantità. Nel frattempo in zona è calato il vincolo imposto dalla Sovrintendenza, magari non impedirà il recupero, ma di certo non lo agevola.

Dove per le terme e dintorni qualcosa funziona è con l’intervento dei privati. Che hanno aperto negli ultimi anni la struttura sulla Cassia nord e quelli che ormai da molto tempo portano avanti gli altri due impianti esistenti sul territorio.


Viterbo - Il saccheggio delle Terme ex Inps


Per il resto, in tempi recenti l’unica nota positiva è la chiusura del pozzo alle Zitelle, dove l’acqua fuoriusciva copiosamente, finendo nei campi. C’è di che rallegrarsi.

Dove non succede niente o quasi, fa notizia pure qualcuno che chiude un rubinetto. Dopo decenni.

Giuseppe Ferlicca


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10 ottobre, 2022

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