Gallese – “Il B-26 pilotato dal tenente Green ha ricevuto un colpo diretto al motore destro dalla contraerea tedesca…”. Sono gli ultimi istanti di volo del bombardiere bimotore statunitense pilotato da Joseph A. Green appartenente al 444th bomb squadron del 320th bomb group dell’Usaaf che il 16 gennaio 1944 alle 12,38 precipitò a Gallese, raccontati nei rapporti militari americani.
Il velivolo cadde in località “Piccionara” durante una missione di bombardamento contro dei centri di smistamento e di un ponte ferroviario di Orte.
Seconda guerra mondiale – Un B-26 in volo
Proprio sopra l’obiettivo la contraerea tedesca aprì il fuoco contro la formazione americana e centrò il B-26 che iniziò a precipitare.
A distanza di 78 anni grazie alla ricerca storica, durata due anni, condotta da Michele Mari insieme a Roberto e Simone Silvestri, Artemio Cupidi e l’associazione Air Crash Po nelle persone di Agostino Alberti e Luca Gabriele Merli, è stato possibile identificare l’equipaggio, ritrovare alcuni frammenti dell’aereo statunitense e mettersi in contatto con alcuni parenti degli aviatori negli Stati Uniti.
L’aereo precipitato a Gallese il 16 gennaio 1944 era il bombardiere statunitense B-26 versione b con serial number 42-43315.
Joseph Green
“Poco prima del rilascio delle bombe – scriveva il capitano Edwin Brewer – nel rapporto di perdita numero 2311 – ho visto l’aereo del tenente Green ricevere un colpo diretto al motore destro dalla contraerea”.
Erano le 12,38 del 16 gennaio 1944 e subito dopo il B-26 si staccò dalla formazione e iniziò a precipitare.
Tutto l’equipaggio si lanciò con il paracadute; tutti si salvarono e in parte vennero catturati dalle truppe tedesche e fatti prigionieri.
Gallese – Alcuni resti rinvenuti del B-26
L’equipaggio del B-26 era così composto: primo tenente Joseph A. Green (pilota), primo tenente John B. Stewart (co-pilota), primo tenente Jerome Banicki (puntatore), secondo tenente Lansdale W. McDaniel (navigatore), sergente Harold W. DeLisle (motorista e mitragliere), sergente William J. Gardner (radiotelegrafista e mitragliere), sergente William A. Harrison (mitragliere) e il maggiore James L. McCrory.
Jerome Banicki
“L’aereo del tenente Green – scriveva Robert W. Powers nel rapporto di perdita numero 2311 – è stato colpito dalla contraerea durante lo sgancio alle bombe. Dopo ho visto il muso del velivolo puntato verso terra e ci fu un’esplosione. Ho visto otto paracadute aprirsi prima dell’esplosione. Mi è sembrato che il B-26 sia esploso in tre o quattro pezzi. Ho visto gli otto paracadute a circa due miglia a sud-ovest del bersaglio”.
I membri dell’equipaggio del B-26, all’epoca giovanissimi, di circa venticinque anni, come detto, si paracadutarono e si salvarono; in parte vennero fatti prigionieri dai tedeschi.
James McCrory
Il pilota Joseph A. Green proveniva da El Centro in California, John B. Stewart da Lawrence in Kansas, Jerome Banicki da Chicago in Illinois, Lansdale W. McDaniel da Columbus in Ohio, Harold W. DeLisle da Colonia in New Jersey, William J. Gardner di Elisabeth dal New Jersey, William A. Harrison da Ventnor in New Jerseye James L. McCrory da Goodman in Mississippi.
John Stewart
La formazione di 28 B-26 decollò alle 10,55 dall’aeroporto di Decimomannu in Sardegna per colpire dei centri di smistamento e un ponte ferroviario ad Orte.
Una buona concentrazione di bombe coprì la zona a nord dei centri di smistamento ma il ponte fu mancato dagli ordigni.
Lansdale McDaniel
Nel corso della missione la formazione subì anche gli attacchi di tre o quattro caccia tedeschi Me-109 dalla costa fino a Vignanello.
Inoltre la contraerea tedesca entrò in azione a Orte abbattendo proprio il B-26 pilotato da Joseph Green mentre gli altri aerei tornarono alla base in Sardegna alle 14,59.
Anche un altro B-26 della formazione venne abbattuto.
Harold DeLisle
Ora il team di ricerca è in contatto con alcuni parenti dei membri dell’equipaggio dell’aereo per poter organizzare un incontro a Gallese.
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