- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Le dà dell’assassina di bambini per avere abortito di nascosto, assolto

Condividi la notizia:

Viterbo - Il tribunale

Il tribunale di Viterbo


Viterbo – (sil.co.) – Le dà dell’assassina di bambini per avere abortito di nascosto, assolto.

E’ stato assolto perché il fatto non sussiste il giovane accusato di maltrattamenti in famiglia, anche se in realtà, come emerso nel corso del processo, su tre anni di relazione, la convivenza sarebbe durata sì e no un paio di mesi. Luglio e agosto di tre anni fa, prima che la ex lo denunciasse ai carabinieri il 7 dicembre 2019.

Si è chiuso così, ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, il processo scaturito dalla fine della contrastata relazione di una coppia, conclusa con un drammatico aborto nel settembre 2019, deciso unilateralmente dalla donna (“Mi ha picchiata quando ero incinta, così ho deciso di abortire…”), che avrebbe mandato su tutte le furie lui che l’avrebbe chiamata per questo “Assassina di bambini”. Un aborto “fantasma” di cui l’imputato non avrebbe mai avuto alcuna documentazione sanitaria.

La ex si è costituita parte civile al processo con l’avvocato Daniele Nocera. 

“Lui era contento di diventare padre, si è arrabbiato perché lei ha abortito senza dirgli niente”. Così ha testimoniato lo scorso 12 luglio in tribunale il fratello dell’imputato, difeso dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, parlando dell’aborto che avrebbe posto fine alla relazione del congiunto con la compagna e di quanto visto coi suoi stessi occhi la notte tra il 7 e l’8 dicembre di tre anni fa quando è andato a recuperare il fratello. 

Tre mesi dopo l’interruzione di gravidanza, la sera della vigilia dell’Immacolata, la donna, secondo la difesa, lo avrebbe prima costretto a salire in macchina con la scusa di un chiarimento e poi lo avrebbe obbligato a scendere mollandolo in mezzo alla strada nel cuore della notte.

L’imputato si sarebbe ribellato, levando la chiave dal cruscotto e avrebbe picchiato la ex, riempiendola di lividi e costringendola a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale. 

“Mio fratello mi ha telefonato chiedendomi aiuto e io sono corso a prenderlo con un amico. Quando siamo arrivati noi sul posto e li abbiamo illuminati coi fari, lei gli stava tirando un bastone, mentre lui scappava”, ha raccontato il fratello in aula.

Circostanza confermata dal fratello. “E’ vero che le ha detto ‘assassina di bambini’, perché lui, quando ha saputo che era incinta, è stato contento, era pronto a prendersi le sue responsabilità e a diventare padre. Quando, il giorno che dovevano andare insieme dal ginecologo, ha saputo presso lo studio che l’appuntamento era stato annullato, è stato uno choc scoprire che era perché lei aveva deciso di abortire senza dirgli niente”.

“Mio fratello, che si era detto pronto a diventare padre, ha saputo dell’aborto solo a cose fatte. Gli ha detto di avere abortito a Roma, ma non dove. E non gli ha mai mostrato una carta, un certificato, niente di niente. Nessuno di noi familiari ha mai visto niente, saputo niente dell’aborto”.


Articoli: La chiamava “assassina di bambini”, imputato per maltrattamenti aggravati – “Non l’ho picchiata quando era incinta, è stata lei a schiaffeggiarmi” – “Mi ha picchiata quando ero incinta, così ho deciso di abortire…”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: