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Milano - L'ex vicepresidente della regione Lombardia spiega perché ha lasciato la giunta guidata da Attilio Fontana e perché ha deciso di candidarsi con il Terzo polo

Moratti: “Questa destra a furia di alzare muri ci chiude in un recinto”

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Milano – “Questa è una destra che, a furia di alzare muri, ci chiude tutti in un recinto”. Così Letizia Moratti in un’intervista rilasciata a Repubblica, nella quale spiega perché ha deciso di lasciare la giunta regionale di centrodestra guidata da Attilio Fontana e di candidarsi alle prossime regionali con il Terzo polo di Calenda e Renzi.


Letizia Moratti

Letizia Moratti


“Alla base c’è una riflessione che sto facendo da tempo su un campo politico che è diventato ormai molto più destra che centro – ha detto Moratti a Repubblica -. Il centrodestra non c’è più. Lo si è visto anche con i primi provvedimenti del governo. Questa è una destra che, a furia di alzare muri, ci chiude tutti in un recinto”.

Letizia Moratti ha criticato molto sia la scelta del governo e della coalizione di reintrodurre negli ospedali i sanitari che non si sono vaccinati contro il Covid, che la creazione di un nuovo reato anti rave che prevede la reclusione dai 3 ai 6 anni. Posizioni, quelle di Moratti, che hanno portato ad attriti anche in regione. 

Il reintegro dei sanitari no vax è per l’ex vicepresidente e assessora della regione Lombardia “un invito a non rispettare le regole, un segnale molto sbagliato. Strizzare l’occhio ai no vax proprio nella regione che ha pagato il prezzo più alto in termini di morti mi provoca dolore. Penso a tutti quei medici e quei sanitari che, quando ancora non c’era il vaccino, hanno dato l’anima in corsia lavorando 20 ore al giorno”.

Così come “si è visto che i rave si possono bloccare anche con le vecchie regole, il decreto va nella direzione sbagliata. Quella di imbrigliare la contestazione e la libertà di manifestare di chi la pensa in modo diverso”.

“Agli amici del Pd dico solo questo, è cambiato lo scenario – ha risposto Moratti alla domanda sul perché il Partito democratico dovrebbe sostenerla dal momento che ha sempre militato nel centrodestra -. Non c’è più il centrodestra, c’è una destra-destra al governo del paese e questo obbliga tutti noi a una ‘revisione’ del nostro posizionamento. Ci vuole un approccio nuovo, più laico, una sintesi innovativa tra riformismo e pragmatismo. Quale posto migliore dove sperimentarlo se non in Lombardia?”.


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7 novembre, 2022

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