Viterbo – “Battere i pugni in tutte le sedi possibili per affermare il valore dell’agricoltura tradizionale contro il sintetico”. Il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici, lancia la battaglia contro il cibo prodotto in bioreattore.
“Il governo olandese – commenta Pacifici – ha stanziato complessivamente 85 milioni di euro per progetti di sviluppo del cibo sintetico. Si tratta del più grande investimento in un settore di questo tipo, che spalanca la strada alle multinazionali e mette a repentaglio il futuro di un intero sistema economico: quello dell’agricoltura tradizionale, che è l’architrave della società fin dalla nascita dell’uomo”.
Pacifici prende le distanze dal “mondo ambientalista” che “vede di buon occhio il cibo sintetico, perché, a detta loro, fare il latte o la carne in provetta non provoca sofferenze agli animali e riduce gli sprechi d’acqua e di energia. In realtà questa carne sintetica viene prodotta in bioreattori, che hanno bisogno di grandi quantità d’energia e d’acqua e di cellule vive, espiantate dal feto dell’animale”.
“Uno stravolgimento totale degli equilibri naturali – sostiene il presidente di Coldiretti Viterbo – e del sistema economico mondiale, senza ottenere alcun tipo di vantaggio per il consumatore e per l’ambiente”. Per due motivi. “Innanzitutto un’azienda agricola tradizionale ha un impatto energetico pari a zero, perché con la sua attività recupera l’inquinamento che produce. E poi non servirebbe nemmeno chiedere un confronto di bontà e qualità tra un cibo prodotto naturalmente e un cibo prodotto in un bioreattore”.
Si tratta di prospettive che, secondo Pacifici, “non sono così tanto lontane e comunque vanno prese per tempo”, soprattutto in un territorio come quello di Viterbo, dove “ci sono più di 13mila imprese tra agricoltori e allevatori, a cui si aggiunge tutto l’indotto. Tanto per fare un esempio, siamo la terza provincia italiana dopo Sassari e Nuoro per numero di pecore presenti”.
Come combattere questa minaccia, dunque? Pacifici sostiene la politica del doppio binario. “Da un lato il governo italiano deve battere i pugni in tutte le sedi per rappresentare le nostre istanze. Dall’altro lato dobbiamo essere bravi noi produttori a fidelizzare i consumatori: in Italia abbiamo l’impianto normativo più ampio al mondo per garantire la sicurezza alimentare e questo ha un peso sui produttori, ma è una garanzia che il cibo italiano è migliore di quello degli altri”.
Alessandro Castellani
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