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Viterbo - L'intervento del presidente dell'ordine degli avvocati Stefano Brenciaglia

Panchina rossa in tribunale: “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”

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Tribunale di Viterbo - La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022

Tribunale di Viterbo – La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022


Viterbo – (sil.co.) – “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”, si legge sulla targa apposta a fianco della panchina rossa inaugurata ieri mattina davanti a una folla di avvocati e addetti ai lavori all’ingresso del tribunale in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. 

Presente alla cerimonia, all’ingresso del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino, il presidente dell’ordine degli avvocati di Viterbo, Stefano Brenciaglia, promotore dell’iniziativa, realizzata grazie a Ethimo che ha creato una panchina pezzo unico per il tribunale viterbese. Al fianco del presidente Brenciaglia, il presidente del tribunale Eugenio Turo, il pubblico ministero Michele Adragna, la presidente del consiglio comunale Letizia Chiatti e Francesca Confidati per la Ethimo.

“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci, ma ricordiamo che l’incapace, in quanto tale, va aiutato, controllato e supportato. Non c’è cosa più pericolosa dell’incapacità”, ha sottolineato il presidente vicario Turco, sottolineando quella che per il giudice è una missione. Ha parlato di “lotta senza quartiere, che ci impegna ogni giorno” il sostituto procuratore Adragna.

Emozionata la presidente del consiglio comunale-avvocata Letizia Chiatti, sentendosi “partecipe all’iniziativa nel mio doppio ruolo”.  A Francesca Confidati deus ex machina di Ethimo, il presidente degli Avvocati Brenciaglia ha consegnato una targa: “Perché non appena è venuta a conoscenza della nostra idea l’ha subito sposata facendoci dono di un pezzo unico creato proprio per l’occasione”.   


Tribunale di Viterbo - Inaugurazione panchina rossa

Tribunale di Viterbo – Inaugurazione panchina rossa (da sinistra: il pm Michele Adragna, il giudice Eugenio Turco, l’avvocato Stefano Brenciaglia, Letizia Chiatti e Francesca Confidati”


“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”

“Oggi in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ci troviamo qui riuniti per manifestare pubblicamente la nostra ferma condanna di un fenomeno odioso e inaccettabile, quale quello della violenza di genere, che è e rimane in primis un problema culturale, che trasversalmente tocca tutti gli individui, a prescindere dalla loro estrazione sociale e dal loro grado di istruzione”, ha detto nel suo intervento il presidente dell’ordine degli avvocati di Viterbo, Stefano Brenciaglia.

“Ce lo dimostrano i dati che quotidianamente, ahinoi, vengono tristemente aggiornati”, ha proseguito.

“La scelta di donare al tribunale, luogo di lavoro per eccellenza per noi avvocati, una panchina rossa è stata proprio dettata dalla volontà di rammentare come il fenomeno della violenza di genere vada affrontato senza mai abbassare la guardia”, ha quindi detto Brenciaglia.  

E ancora: “Questa panchina rossa vuole essere un simbolo, un monito per tutti noi – avvocati, magistrati, operatori amministrativi utenti qualificati e non del palazzo di giustizia – per rammentare giorno per giorno che la violenza contro le donne può essere sconfitta solo attraverso una rivoluzione culturale: con la cultura della giustizia, della legalità e, più diffusamente, con la cultura del rispetto, nell’ottica più generale della ‘tutela dei diritti’”.

Temi che sono certamente a cuore dell’avvocatura e dell’istituzione che ho l’onore di rappresentare, l’ordine degli avvocati di Viterbo.

“Di qui la scelta di collocare la panchina ben visibile, di fronte al palazzo di giustizia – ha sottolineato -in modo da sollecitare tutte le coscienze di coloro che transiteranno qui di fronte o che entreranno in tribunale, per ricordare, per utilizzare la frase che abbiamo scelto da affiggere sul pannello esplicativo dell’installazione, che ‘La violenza e’ l’ultimo rifugio degli incapaci’ e che tutti noi, nessuno escluso, possiamo e dobbiamo fare la nostra parte per superare i pregiudizi, i luoghi comuni, in cui spesso si annida il germe della violenza, divenendo portatori di un cambiamento culturale, di quella cultura del rispetto, unico vero antidoto contro la violenza di genere”, la conclusione.


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26 novembre, 2022

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