Succede a tutti, prima o poi, di avere un improvviso bisogno di liquidità. Le occasioni possono essere diverse e anche molto piacevoli, come una festa di laurea, il master del proprio figlio, il desiderio di una vacanza. Ma, qualunque sia la motivazione alla base di questa necessità, le soluzioni più apprezzate dai dipendenti restano il prestito delega e la cessione del quinto. Queste due forme di finanziamento hanno alcune caratteristiche comuni, ma ovviamente sono le differenze a guidare la scelta finale.
Prestito delega cessione del quinto
Di base il prestito delega e la cessione del quinto possono sembrare soluzioni molto simili. Ecco quali sono le caratteristiche che accomunano le due forme di finanziamento:
A questo punto è il momento di andare ad analizzare con attenzione le differenze che intercorrono tra il prestito delega e la cessione del quinto. Una volta analizzate tutte le voci è sempre bene provare a fare una cessione del quinto simulazione, così da avere un parametro effettivo delle somme e del piano di pagamento da affrontare.
La cessione del quinto è una forma di finanziamento a cui hanno acceso sia i dipendenti statali che quelli privati, a cui si aggiungono i pensionati INPS. Questi ultimi, però, sono obbligati alla stipula di un’assicurazione sulla vita. Il prestito delega, invece, è possibile per tutti i dipendenti ma non per i pensionati. Val la pena specificare che, seppure l’accesso sia aperto a tutti i dipendenti con un contratto a tempo indeterminato, vi sono alcune differenze tra dipendenti pubblici e privati. Che si tratti di un’azienda statale oppure di un ente pubblico non fa differenza, in entrambi i casi non si avranno problemi nella richiesta di finanziamento. Invece, nel caso di privati, l’istituto di credito erogatore effettua una serie di verifiche sullo stato di salute dell’azienda e richiede un controllo sulla situazione specifica del datore di lavoro. Soltanto nel caso in cui le condizioni siano soddisfacenti si proseguirà all’accettazione.
Nel caso si scelga la cessione del quinto il datore di lavoro non potrà in alcun modo rifiutare la richiesta. In effetti, è obbligato a versare regolarmente l’importo detratto all’ente erogatore. Differentemente, nel prestito con delega il datore di lavoro può rifiutare la richiesta, non consentendo di fatto l’ottenimento del finanziamento.
La rata fissa della cessione del quinto non può mai superare la quinta parte della retribuzione netta mensile. Invece, nel caso in cui si optasse per il prestito delega si potrebbe raggiungere il 40% di trattenuta in busta paga.
In effetti, se in un primo momento è bene chiedersi quale forma di finanziamento sia più adatta alle nostre necessità, bisogna tenere a mente che il prestito delega si può richiedere cumulativamente alla cessione del quinto. Inoltre, la cessione del quinto costituisce sempre il primo passo per avanzare un prestito delega. Il limite è che, nella sua totalità, la rata trattenuta dallo stipendio non superi il 50% dell’importo complessivo dello stipendio netto. In tal caso, però, sarà necessario sottoscrivere anche una polizza rischio vita e impiego, la quale andrebbe a coprire il debito contratto nei casi di decesso prematuro o di perdita del lavoro.
In linea di massima la cessione del quinto è consigliata quando la cifra di cui si necessiti non sia molto alta. Ad esempio, qualora si abbia bisogno di un capitale che non superi i 40.000 euro (avendo come riferimento uno stipendio netto che si aggira attorno ai 1.200 euro), la cessione del quinto è senz’altro la soluzione migliore. Qualora il capitale di riferimento sia nettamente superiore, val la pena direzionarsi verso un prestito delega.
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