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Roma - Il leader di Azione sulla manovra di bilancio: "Avete prodotto una cosina grigia e inutile, questa legge è priva di qualsiasi visione"

Calenda attacca l’esecutivo: “Non siete pronti a governare un grande paese, aridatece Draghi”

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Roma – “Non siete pronti a governare un grande paese. Avete mandato via con arroganza e supponenza Mario Draghi a ridosso della sessione di bilancio per fare questa roba qua? Mi verrebbe da dire: aridatece Mario”. È un fiume in piena Carlo Calenda, che questa mattina si è alzato dal suo scranno in senato per una dichiarazione di voto molto dura contro la manovra di bilancio presentata dal governo Meloni, approvata poi con 107 sì, 69 no e un astenuto. E ne ha approfittato per tracciare un primo, e negativo, bilancio dell’operato dell’esecutivo in questi primi due mesi di attività. “Sono dieci anni che vi preparate a governare dichiarandovi pronti – ha affermato il leader di Azione -, ma il risultato è un eterno rinvio”.


L'intervento di Carlo Calenda in senato

L’intervento di Carlo Calenda in senato


“La prima cosa che mi viene in mente commentando questa legge di bilancio è: ma che davvero? Ma che davvero dopo dieci anni di programmi rivoluzionari, inni a Trump, Bolsonaro, Johnson, Orban, Putin, richieste di uscita dall’euro, blocchi navali, lotte titaniche contro il mainstream e i poteri forti, avete prodotto una cosina così grigia e inutile? La legge di bilancio dovrebbe riflettere la vostra visione del paese e nel vostro caso avrebbe dovuto esprimere i contenuti della “gloriosa rivoluzione” sovranista: i pugni sul tavolo, il prima gli italiani. E invece questa legge di bilancio può essere definita tutt’al più, ma proprio volendo essere molto magnanimi, un atto di presenza privo di qualsiasi visione. Una legge piena di mance e mancette che storicamente si colloca tra il peggio di Berlusconi e il meglio di Salvini”.

“Avete confermato che il sovranismo, così come il populismo, non è che una strategia di marketing – ha aggiunto Calenda -. Serve a prendere consensi, ma svanisce appena preso il potere. E allora rimane solo il galleggiamento. Certo, Fratelli d’Italia ha ad oggi il 30 per cento nei sondaggi. Ma attenti perché gli stessi identici numeri li avevano il Movimento 5 stelle e la Lega prima di andare al governo. Salite e discese sono rapidissime quando si raccontano balle ai cittadini. Una volta nella vostra retorica c’era almeno il libro insieme al moschetto. Oggi soltanto pizza e calcio, è sparito anche il mandolino”.

“Più della metà della vostra manovra, 21 miliardi di euro, è rappresentata dalla continuazione dei provvedimenti sull’energia del governo Draghi, quello che avete sfiduciato, fondato sui crediti di imposta. Vi abbiamo proposto il decoupling tra fonti fonti rinnovabili e gas, spiegandovi anche come attuarlo: un provvedimento che avrebbe portato a un risparmio di sei miliardi di euro da reinvestire in un tetto automatico al prezzo del gas e dell’elettricità per evitare l’esborso di miliardi di euro a famiglie e imprese che non arriveranno vive ai rimborsi fiscali. Ci avete risposto che non c’era tempo. Ricordo però che questo provvedimento è stato più volte evocato dalla presidente Meloni durante la campagna elettorale. Dobbiamo desumere che proponevate cose a vanvera senza sapere come attuarle? Ma per vostra gioia abbiamo passato settimane a discutere di pos, di rottamazione delle cartelle, di tetto al contante in un paese che ha 100 miliardi di evasione fiscale. Una roba ridicola e triste quasi quanto la retromarcia imposta dalla Commissione europea. Altro che battere i pugni sul tavolo, qui vi siete nascosti sotto il tavolo dopo essere stati giustamente sgridati”. 

“Il prossimo anno sarà tostissimo per il paese: tassi in aumento, recessione, stretta creditizia. Ma tutto questo non sembra sfiorarvi. La manovra semplicemente ignora tutto ciò. I provvedimenti per la crescita e gli investimenti sono irrisori. Vi avevamo proposto di ripristinare “Impresa 4.0” ed estendere agli investimenti ambientali usando fondi europei come copertura. Nulla, anche qui la risposta è stata ‘non abbiamo fatto in tempo’. Dieci anni che vi preparate a governare dichiarandovi pronti e il risultato è un eterno rinvio. Esattamente la stessa prassi che avete adottato sul reddito di cittadinanza. Anche qui vi abbiamo fatto delle proposte, e anche qui ci avete detto ‘non siamo pronti’. 

“La presidente Meloni ha giustamente rivendicato la sua storia di successo: una giovane donna proveniente da una famiglia svantaggiata. Peccato però che per i giovani, per le donne e per le famiglie svantaggiate in questa manovra non ci sia proprio nulla. Abbiamo dato disponibilità al dialogo ed evitato di fare un’opposizione preconcetta, ideologica e piazzaiola. Vi abbiamo presentato le nostre proposte, vi abbiamo dato i documenti. Più di questo non si poteva fare ed è per questo che ci sentiamo pienamente legittimati a dirvi che non siete pronti a governare un grande paese. E a Salvini e Berlusconi chiedo: avete mandato via con arroganza e supponenza Mario Draghi a ridosso della sessione di bilancio per fare questa roba qua? Mi verrebbe da dire: aridatece Mario”.


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29 dicembre, 2022

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