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Cronaca - Parla Matteo Biaggioli, che insieme al fratello Enrico, dirige il locale notturno al centro di Viterbo - Pochi giorni fa ha subito un grave atto vandalico

Tendone squarciato e interni danneggiati al D club, i gestori: “Non ci facciamo intimorire”

di Elisa Cappelli
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Viterbo – “Non abbiamo intenzione di farci intimorire”. E’ il commento deciso di Matteo Biaggioli, che insieme al fratello Enrico, gestisce il D Club, locale notturno al centro della città dei papi, in via Sant’Antonio, che pochi giorni fa ha subito un atto vandalico.


Viterbo - Atti vandalici al D club

Viterbo – Atti vandalici al D club


Circa venticinque squarci da oltre un metro ciascuno sulla copertura che sono stati fatti nella notte tra mercoledì e giovedì, tra le 3,15 e l’alba. I gestori erano da poco andati via dal locale dopo aver fatto un check di tutto l’impianto elettrico in compagnia dei collaboratori che si occupano di luci e quant’altro. Ma il giorno dopo, al loro arrivo nel locale, hanno trovato un’amara sorpresa. Una sorpresa che ha fatto temere ai fratelli Biaggioli di non poter inaugurare il locale sabato 17 dicembre.

“Quando siamo arrivati giovedì mattina, intorno alle 10, abbiamo trovato quello che definirei un atto vile e ignobile – racconta Matteo Biaggioli -. Sarebbe stato più logico un furto: mi rubi 20mila euro di alcolici e li vendi. Ma questo è un gesto voluto. Sono stati fatti circa 25 squarci molto ampi da circa un metro e venti ciascuno, usando un taglierino, gli squarci sono netti. Il tutto mentre pioveva. È stato un atto intimidatorio nei nostri confronti e chiaramente voluto per non farci  aprire sabato sera. Il danno economico è enorme“.



L’atto vandalico non ha riguardato solo il tendone di copertura. L’acqua che è penetrata ha fatto allagare il locale e danneggiato gli impianti elettrici. “Siamo dovuti correre ad acquistare materiale nuovo anche se era già materiale nuovo – racconta ancora Biaggioli -. Era un lago, quattro dita d’acqua. Dobbiamo ringraziare tutto lo staff che è venuto a lavorare per risolvere la situazione. Abbiamo dovuto smontare completamente il locale, portare tutto al chiuso, asciugare, mettere toppe sul tendone, rimontare il locale. Abbiamo finito di riassemblarlo sabato alle dieci e trenta. E stata squarciata anche la copertura di una veranda, il bar con tutta la carta da parati, ma soprattutto un divano. Sotto alla veranda c’erano una serie di divani. Uno di nostra proprietà, altri che rientravano nell’affitto di ramo d’azienda. L’unico divano squarciato, su sei, è stato il nostro. Quindi si tratta di qualcuno che sapeva esattamente quali fossero le cose di nostra proprietà e quali no”.


Viterbo - Atti vandalici al D club

Viterbo – Atti vandalici al D club


Nonostante tutto il D club è riuscito comunque ad aprire sabato sera, facendo il pieno di gente. “Il motivo per cui abbiamo fatto di tutto per aprire  – spiega Biaggioli – era perché altrimenti, il responsabile del gesto, avrebbe ottenuto quello che voleva. C’era intimidazione e volontà di non farci aprire”.

Tanta è stata la solidarietà ricevuta da chi si è recato al locale e dalle altre attività del centro che hanno sostenuto Matteo ed Enrico Biaggioli: “Grazie soprattutto ai ragazzi del Class club perché senza di loro non sarebbe stato possibile aprire sabato, sono stati tantissimo d’aiuto”.


Viterbo - Atti vandalici al D club

Viterbo – Atti vandalici al D club


Pochi giorni prima dei danneggiamenti i fratelli Biaggioli avevano fatto installare delle telecamere. “Avevamo avuto il sentore che qualcosa sarebbe accaduto – sottolinea Matteo Biaggioli -, e quindi avevamo installato una telecamera che punta sulla zona del tendone e una sulla zona dell’ingresso. Abbiamo quindi potuto appurare che era una persona che ha agito da sola. Trasmetteremo tutto alle autorità competenti”. Nel frattempo è stata sporta una denuncia contro ignoti ai carabinieri.

“Sabato sera abbiamo comunque aperto – conclude Biaggioli -, c’era tanta gente, è stato un successo, le persone si sono divertite. E’ una rinascita per il centro. Il segnale che abbiamo voluto dare è che noi siamo qui, non abbiamo paura, abbiamo voluto fare questo investimento perché riteniamo che Viterbo abbia bisogno anche di attività che la rendano più viva perché se un centro storico muore non ha senso: può essere anche il più bello di tutti, ma sono le persone che rendono veramente belle le cose. Non abbiamo intenzione di farci intimorire”.

Elisa Cappelli


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19 dicembre, 2022

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