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Cronaca - Militari in piazza contro l’arresto di Pedro Castillo - Le giovani donne lanciano un appello all’ambasciata di Lima in loro soccorso

Proteste in Perù, 4 italiane bloccate su un bus da oltre 24h

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Perù – Golpe in Perù, 4 italiane bloccate su un bus da oltre 24h.


Perù - Militari protestano contro l’arresto di Pedro Castillo

Perù – Militari protestano contro l’arresto di Pedro Castillo


Perù nel caos a causa delle proteste politiche dopo l’arresto dell’ex presidente Pedro Castillo, destituito con l’accusa di aver organizzato un golpe. Militari scesi in piazza per protestare.

Quattro giovani italiane, una di Firenze e le altre romagnole, sono bloccate da oltre 24 ore su un autobus col quale cercavano di raggiungere la Bolivia per poi proseguire per Cile e Argentina.

A lanciare l’allarme, sono proprio loro tramite un cellulare. 

“Stavamo andando in Bolivia dal Perù e ci siamo ritrovati davanti a un muro di terra e a manifestanti di paesini dove parlano ancora la lingua antica peruviana – raccontano le ragazze -. Noi siamo tutti bloccati in un paesino sperduto nel nulla. C’è gente che non ha più soldi per mangiare, persone che non riescono a tornare a casa, a prendere un aereo perché cancellati, bambini, non fanno passare ambulanze e siamo senza servizi igienici. La polizia è inesistente perché impegnata in città”.

Si trovano nel villaggio di Checacupe e il bus su cui viaggiano è fermo a causa di una protesta politica dopo il tentato golpe. L’ambasciata di Lima si è già mobilitata per soccorrerle.

Le quattro ragazze erano partite da Milano per un viaggio in Sud America il 26 novembre. Lunedì sera, erano in viaggio sull’autubus per spostarsi in Bolivia. Ma non sono mai giunte a destinazione. 

“Per ora stiamo bene, ma iniziamo ad avere paura perché a quanto ci hanno detto i manifestanti non hanno alcuna intenzione di farci andare via. Cibo e acqua iniziano a scarseggiare e non ci sono servizi igienici su questo mezzo”, hanno detto al telefono con l’ambasciata di Lima.

Della vicenda è stata informata la Farnesina che ha promesso di occuparsi del caso.

 

 


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14 dicembre, 2022

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