Viterbo – “Interporto, col comune di Orte valutiamo se cedere le quote o rimanere”. Nell’annuale revisione delle società di cui la provincia fa parte, il presidente Alessandro Romoli si concentra su quella in cui la parte pubblica ormai si limita ai due enti.
Alessandro Romoli
“Gli unici soci pubblici – ricorda Romoli – siamo noi e il comune di Orte, gli altri hanno dismesso le quote. Stiamo valutando se vale la pena mantenere la partecipazione o uscire”.
Nel piano approvato nell’ultima seduta di consiglio per il 2023 è passata come dismissione, ma non è detta l’ultima parola.
“Ho contattato il sindaco di Orte – continua Romoli – fra comune e provincia la quota arriva al 14%, è una percentuale significativa, in una società che ha un patrimonio importante, fra depositi doganali, snodo ferroviario e magazzini”.
Nella stessa seduta è stata approvata la variazione di bilancio per destinare somme agli arretrati dei dipendenti in virtù del nuovo contratto e un debito fuori bilancio per una sentenza che risale a un incidente del 2014.
Si scontrarono un mezzo di una società di trasporti e un bus Cotral. La provincia fu citata per cattiva manutenzione stradale, restringimento della carreggiata, segnaletica orizzontale inadeguata e il limite di velocità a novanta chilometri orari. È arrivata la condanna per palazzo Gentili, 41mila 550 euro, cui andava tolta la malleva dell’assicurazione, ma la provincia ha sollevato obiezioni sulle proprie competenze rispetto ad Astral, a cominciare dai limiti di velocità che non spettano via Saffi e nemmeno posizionare i relativi cartelli.
Per le partecipate provinciali, invece, dismesse le quote nella Società autostrade Tirreno, mentre palazzo Gentili intende rimanere in Talete ed Escotuscia. Situazione più complessa per Robur, la partecipata del comune in eterna liquidazione.
“Abbiamo incaricato un commercialista a supporto – ricorda Romoli – ci siamo astenuti sull’approvazione dell’ultimo bilancio, deliberato solo dal comune Viterbo.
È la situazione più impattante, abbiamo appostato un fondo di riserva pari a 800mila euro per le perdite. Occorre capire la consistenza del debito e le eventuali responsabilità”.
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