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Orte - Il sindaco Dino Primieri dopo l'uscita del comune dalla società proprietaria della struttura: "A suo tempo le abbiamo provate tutte, ora non ha più senso rimanere"

“Interporto, un progetto affossato dalla politica”

di Alessandro Castellani
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Dino Primieri

Dino Primieri

Orte - L'Interporto del Centro Italia

Orte – L’Interporto del Centro Italia

Orte – “L’interporto di Orte è un progetto affossato dalla politica, che non ha mai avuto la vera volontà di farlo decollare”. Così il sindaco Dino Primieri, subito dopo la storica decisione assunta dalla sua amministrazione di dismettere le quote del comune di Orte dalla società proprietaria della struttura.

In consiglio comunale, dove la dismissione è stata approvata grazie al voto della maggioranza compatta e con il no delle opposizioni, Primieri aveva spiegato che si era dato un anno di tempo per valutare se confermare o meno la partecipazione del comune nella società, ma che, allo scadere di questo periodo, non c’è stata “nessuna evoluzione positiva”.

Avete provato a instaurare un dialogo con Interporto in quest’ultimo anno o nessuno ha cercato nessuno?
“Sicuramente il feeling con la società Interporto non c’è mai stato, ma voglio precisare che non ci sono più nemmeno le condizioni di legge affinché il comune di Orte mantenga la sua partecipazione. Secondo la normativa, servono dei requisiti e delle motivazioni specifici e di una certa importanza per rimanere nella società. Motivazioni che secondo noi non ci sono più”.

Qual è stato l’errore più grande della politica nella questione interporto?
“Non l’ha saputo gestire, o forse non l’ha nemmeno voluto gestire. Inizialmente la maggioranza delle quote della società Interporto centro Italia era pubblica, spalmata tra vari enti o amministrazioni locali. Qualche anno fa le cose si sono invertite, quasi tutti i soggetti pubblici sono usciti e sono rimasti solo il comune di Orte e la provincia di Viterbo, tra l’altro con quote minime”.

Ma perché si è arrivati a questo?
“Perché non c’è mai stata quell’unione d’intenti tra i soggetti pubblici e privati che era indispensabile in un progetto del genere. C’è stato un continuo scontro tra interessi di parte che hanno sempre prevalso, affossando la crescita generale dell’interporto. Sono mancate senza dubbio le capacità e credo anche, da parte di qualcuno, la volontà vera di arrivare a certi risultati”.

Perché, anziché uscire di scena in silenzio, non provare a pungolare e puntare i riflettori su una situazione che secondo voi non funzionava? In quarant’anni la politica ortana ha parlato dell’interporto solo in campagna elettorale.
“Non è vero. A suo tempo abbiamo fatto una miriade d’incontri e sforzi di ogni tipo per l’interporto. Nel mio primo mandato da sindaco (inizio anni 2000 ndr) avevamo addirittura acquistato le quote della Filas Lazio, incrementando la presenza del comune di Orte nella società. Ci avevamo creduto veramente. Poi però ci siamo scontrati con la realtà. E oggi non c’è più niente da fare”.

Quindi parliamo di un progetto che aveva un potenziale e ora non l’ha più?
“Quarant’anni fa, ma anche meno, l’interporto aveva delle prospettive importanti. Oggi sono cambiate troppe cose e il potenziale di sviluppo è praticamente nullo. La struttura è compressa in un’area geografica che non si può espandere, perché sta tra il fiume e l’autostrada, e non è minimamente paragonabile agli altri interporti che sono sorti nel frattempo in Italia”.

Ma quest’interporto è veramente un vuoto a perdere come dice? Perché oggi pare che il bilancio sia in attivo…
“Il bilancio è in attivo, è vero, ma la Interporto centro Italia Spa è una società che non ha nessun dipendente. Ce li ha, e pochissimi, solo la società Srl che è stata creata a suo tempo per gestire la struttura. Non parliamo di grandi ricadute positive sul territorio”.

L’attuale presidente della provincia Romoli è stato anche presidente dell’Interporto, si è confrontato con lui su questa vicenda?
“Ci siamo sentiti alcuni giorni fa e mi sembrava che fossimo sulla stessa lunghezza d’onda, però sarà lui a dire cosa intende fare”.

Nel frattempo il presidente e amministratore delegato di Interporto centro Italia Lorenzo Cardo, contattato da Tusciaweb per un commento su quanto accaduto e affermato lunedì in consiglio comunale dagli esponenti delle varie forze politiche, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Alessandro Castellani


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21 dicembre, 2022

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