Corchiano – “Il paese ha bisogno di sicurezza, c’è necessità di fare squadra”.
Corchiano – Il sindaco Gianfranco Piergentili e il colonnello Massimo Friano
Così il comandante provinciale dei carabinieri, Massimo Friano, durante l’incontro che si è svolto ieri al comune di Corchiano con l’amministrazione e i cittadini.
Presenti, tra gli altri, il sindaco Gianfranco Piergentili e la comandante della compagnia carabinieri di Civita Castellana, Palmina Lavecchia.
Il pomeriggio è stato organizzato a seguito dei fatti successi nel pomeriggio del 28 novembre, giorno in cui un anziano di 84 anni è stato accoltellato alla gola da un uomo di 31 anni.
Corchiano – Il sindaco Gianfranco Piergentili e il colonnello Massimo Friano
“Questo incontro dà fiducia e speranza alla cittadinanza. Il paese ha bisogno di sicurezza, c’è necessità di fare squadra – ha detto Friano -. La prima riflessione fatta tornando a casa è stata positiva, ho intorno a me colleghi che si prendono cura della comunità. Questo territorio restituisce esperienze di valore e di valori ogni giorno. Una comunità a misura d’uomo, dove si fa tanto. Quella sera tutto è avvenuto in un modo quasi impossibile, oltre la vittima non ci sono stati altri feriti. Tutti hanno fornito particolari utili alla pattuglia. Le persone si fidano dei carabinieri”.
La comandante della compagnia carabinieri di Civita Castellana, Palmina Lavecchia
Friano ha sottolineato come, in quel frangente, fare squadra e affidarsi alle forze dell’ordine, sia stato importante. “La percezione – ha sottolineato – è che chi porta la divisa è un pezzo di comunità. La paura è una compagna di viaggio, ma deve essere vista come uno stimolo a farsi carico della paura altrui. Il nostro lavoro è propedeutico ad un’attività processuale. I passi successivi hanno confermato che il lavoro fatto quella sera non aveva punti oscuri. Le persone hanno precisato tutto affinché il quadro fosse chiaro”.
Corchiano – L’incontro in comune sulla sicurezza
L’aggressione all’anziano ha sconvolto la comunità e ha creato molto timore. “Non si può vivere solo di paura, la paura deve essere strumento per cercare soluzioni. Gli aggressori sono persone che la comunità ha accolto. Sono pezzi che non hanno più riconosciuto le regole della comunità. L’accoglienza non va cambiata, bisogna sempre accogliere a braccia aperte. Ma l’accoglienza ha delle regole che vanno rispettate”.
Corchiano – L’incontro in comune sulla sicurezza
Stando a quanto ricostruito, il 31enne di origine romena, dopo essere fuggito da un casolare in cui assieme ad altri tre uomini avrebbe tentato di mettere a segno un furto, è arrivato a casa dell’anziano dove avrebbe cercato di nascondersi.
Ma l’anziano, sorprendendolo in casa sua, è stato aggredito dal 31enne che che si è scagliato contro di lui accoltellandolo alla gola e alla testa. Aggredito anche il figlio dell’84enne che stava rientrando in casa in quel momento.
Corchiano – L’incontro in comune sulla sicurezza
Il 31enne gli avrebbe, poi, rubato le chiavi della macchina per fuggire di nuovo. I carabinieri, però, sono riusciti ad intercettarlo. L’uomo avrebbe quindi tentato di forzare l’alt dei militari speronando un’auto e poi tentando di investire un carabiniere.
Dopo la convalida dell’arresto, il 31enne è nel carcere viterbese di Mammagialla. E’ accusato di rapina in abitazione, tentato omicidio dell’anziano, tentato omicidio del carabiniere, tentato furto in concorso nel casolare, furto di due auto e danneggiamento aggravato di un’auto in sosta.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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