Alvaro Morucci e Silvio Cappelli
Viterbo – (p.c.) – Grande partecipazione di pubblico, mercoledì scorso 7 dicembre a Roma, per l’iniziativa “Pasolini ‘viterbese’: la sua casa nella Tuscia e l’amore per il paesaggio antico” promossa dalla Soprintendenza di Roma nel prestigioso Palazzo Patrizi, a due passi dall’Altare della Patria e dal Teatro di Marcello.
Molto precisa e puntuale, in tema di conservazione del paesaggio e delle testimonianze aventi valore di civiltà, la presentazione di Margherita Eichberg, responsabile della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale. Suo l’intervento di introduzione “La lezione di Pasolini: un appello alla tutela del patrimonio culturale e della bellezza ‘antica’ del paesaggio”.
La soprintendente Margherita Eichberg e Gabriele Gallinari
Subito dopo c’è stata la presentazione del libro di Silvio Cappelli «Pier Paolo Pasolini: dalla Torre di Chia all’università di Viterbo» che ha riscosso il gradimento di tutti i presenti, tra l’altro, per le testimonianze in esso contenute e per i riferimenti bibliografici che sono diventati, ormai, punto di partenza per tutti gli studiosi che vogliono approfondire il rapporto tra Pasolini, uno dei più grandi intellettuali del secondo Novecento italiano, e la Tuscia.
La presentazione del libro
Il libro di Silvio Cappelli, editore Varo Vecchiarelli di Manziana, è il seguito e l’approfondimento di un articolo “Storie intrecciate: Pasolini, Chia e l’Università della Tuscia» pubblicato nel mese di maggio sulla rivista «Culture del testo e del documento” diretta dal chiarissimo professore Piero Innocenti ed edita sempre da Vecchiarelli. Il prezioso testo è presente ormai da anni negli schedari delle più importanti biblioteche d’Italia e del mondo: Bibliothéque nationale de France, The British Library di Londra, University of Cambridge, McGill University Library di Montreal, University of Chicago, University of Wisconsin, Florida Atlantic University, University of Washington Libraries, Bayerische Staatsbibliothek di Monaco e tante altre ancora.
La presentazione del libro
La pubblicazione contiene una prima parte con tutti i riferimenti del rapporto tra Pasolini e la Tuscia raccontati anche da diversi scrittori: tra gli altri, Gideon Bachmann, Dario Bellezza, Nico Naldini, Antonello Ricci, Schawrtz Barth David e Enzo Siciliano. Nella parte centrale alcune interviste di personaggi viterbesi che hanno conosciuto il regista – poeta (Terzo Camilli, Angelo Ottaviani, Paolo Berti, Desiderio Valli detto Riccardo, Oreste Massolo, Giancarlo Giardinieri e Marcello Arduini) e un’essenziale documentazione fotografica. La terza parte, invece, riguarda tutto l’iter burocratico per la statalizzazione della Lut – Libera Università della Tuscia (1969-1979) e il sostegno di Pasolini dato agli studenti, nel mese di settembre 1974, che manifestavano a Roma per il riconoscimento statale dell’ateneo viterbese.
La sede della Soprintendenza a Roma
La giornata è proseguita con l’interessante intervento “Una fortificazione medievale per Pasolini: Colle Casale” dell’architetto Renzo Chiovelli, poi quello dell’architetto Giuseppe Borzillo intitolato “La Torre di Chia, ‘rifugio’ di Pier Paolo Pasolini”, quello dell’archeologa Carlotta Schwarz intitolato «Tombe, grotte, pestarole: il paesaggio archeologico di Chia» e, per ultimo, il commovente intervento “Vivere casa Pasolini, all’ombra del mito” di Gabriele Gallinari, attore e attuale proprietario di casa Pasolini a Chia.
Tra il numeroso pubblico diversi studiosi italiani e stranieri e, tra gli altri, Cordula von Keller, Alvaro Marucci prorettore Unitus, Varo Vecchiarelli editore, Graziella Chiarcossi cugina di Pier Paolo Pasolini e moglie di Vincenzo Cirami, Fabio Menicacci presidente del Consiglio comunale di Soriano nel Cimino, gli architetti Simonetta Valtieri e Enzo Bentivoglio, Stefano Aluffi Pentini proprietario della Rocca Farnese di Ischia di Castro, Giuseppe Brachetti e AnnaRita Properzi e guida turistica, il tecnico Paolo Cappelli e diversi altri.
Alla fine un simpatico rifresco per tutti, con gli auguri di buone feste, e l’impegno condiviso a ripetere l’evento in territorio viterbese con la ristampa dell’ormai introvabile volume di Silvio Cappelli.
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