Viterbo – “Il presepe vivente di San Faustino contribuirà alla costruzione di un ospedale a Mapinga in Tanzania. Un’opera d’amore e di pace”. Sarà questo l’obiettivo del presepe vivente della chiesa di San Faustino, Viterbo, organizzato dalla parrocchia del Sacro cuore e presentato questa mattina da don Flavio Valeri nei locali della chiesa del Pilastro.
“L’iniziativa del presepe – ha spiegato il sacerdote – nasce alcuni anni fa. Questa, a parte la sospensione dovuta alla pandemia, è la terza edizione”.
Le date. 26 dicembre, primo e 5 gennaio, dalle ore 17. Il percorso partirà dalla chiesa di San Faustino, dove verranno proiettate delle slides dedicate al tema della solidarietà, per proseguire nel giardino della chiesa dove verrà allestito il villaggio di Betlemme con una quarantina di figuranti. Tra loro anche un gruppo della comunità ucraina viterbese.
Il 5 gennaio, quando la calza della befana più lunga del mondo, organizzata dal comitato Pilastro, arriverà davanti alla chiesa del Sacro cuore, partirà un corteo di bambini seguito dai re magi. Insieme raggiungeranno il presepe. Bambini della parrocchia che hanno realizzato un salvadanaio dove lasciare le offerte.
Oltre 1500 i partecipanti all’ultima edizione del presepe, quella del 2019, prima del Covid.
”Una manifestazione a carattere familiare e solidale”, così l’ha definita don Flavio. “Una manifestazione che vuole coinvolgere la parrocchia dopo un periodo di restrizioni e tristezze portando un po’ di gioia”.
Gioia, come ha evidenziato don Flavio, legata all’opera di solidarietà in Tanzania, realizzata dall’associazione Aid for Life.
Assieme a don Flavio, anche gli organizzatori del presepe: Marco Bertuccini, Sandro Sordini, Roberto Marchetti e Luigi Orsini. Con loro la presidente di Aid for Life, Vanessa Renato.
Il presepe prevede inoltre una degustazione di prodotti tipici locali, sempre a cura della parrocchia del Pilastro, quartiere popolare a sud ovest della città dei papi.
Aid for Life è un ente del terzo settore impegnato dal 2008 nella lotta alla povertà con finalità di solidarieta’ sociale nei settori della cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale, dell’educazione e della tutela dei diritti civili.
“L’ospedale di Mapinga in Tanzania – ha detto Vanessa Renato – fornirà assistenza sanitaria a un bacino di circa 6 mila persone con particolare attenzione alla condizione e cura dei bambini disabili che potranno avere a disposizione una sala di fisioterapia e riabilitazione. La struttura, su due piani più il pianterreno, offrirà anche altri servizi: punto di primo soccorso, diagnostica di base, farmacia, assistenza alle donne durante la gravidanza e il parto, cura delle più diffuse malattie a ciclo stagionale, educazione all’igiene e alla salute, lotta alla malnutrizione infantile”.
In Tanzania c’è un medico ogni 33 mila abitanti e i casi di disabilità tra i bambini superano i 90 mila.
“Il progetto a Mapinga – ha concluso infine Vanessa Renato – prevede anche una scuola di educazione alla salute per favorire la crescita professionale del personale medico locale, attraverso la presenza di medici specialisti provenienti dall’Italia, creando così delle professionalità che in futuro potranno gestire l’ospedale in autonomia in un’ottica di solidarietà a lungo termine”.
Daniele Camilli
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