Siamo arrivati al terzo appuntamento con “Persistenza” la stagione teatrale 2022/2023 del Teatro San Leonardo. È un appuntamento, una riduzione del romanzo “Il vagabondo delle Stelle” di Jack London che mi rende particolarmente felice, sia per la bellezza del testo, sia per qualità dell’attore e regista che ne ha curato l’adattamento teatrale: Francesco Pennacchia.
Un attore con un profilo di livello assoluto, un artista che dopo l’esordio col centro di produzione LaLut, di Siena, dal 1995 al 2013 ha collaborato con compagnie del calibro di Katzenmacher, di Alfonso Santagata, Esecutivi, diretta da Claudio Morganti, Diablogues, di Vetrano e Randisi, Egum Teatro, Gogmagog, Straligut, TeatroPersona, Gli Scarti, e molti altri…
Fino alla collaborazione dal 2015 con la compagnia Fortebraccio Teatro, diretta dal più volte Premio Ubu Roberto Latini.
Lo spettacolo che Pennacchia porta in scena, con la collaborazione artistica e tecnica di Luca Serrani e prodotto da “Esecutivi” è un’esplorazione istrionica e visionaria dell’ultimo romanzo di Jack London, il più originale ed estremo della sua produzione.
All’inizio siamo nel braccio degli assassini di San Quentin, in California, dove il protagonista Darrell Standing viene regolarmente sottoposto alla tortura della camicia di forza. Ma in quella condizione disperata, con feroce autodisciplina, riuscirà a trasformarsi in un moderno sciamano che attraversa le barriere del tempo come muri di carta.
Nel romanzo si alternano capitoli di vicende accadute in carcere, ossia vicende di tortura, e capitoli di storie di metempsicosi, ossia di reincarnazioni, dove Standing, esce dal carcere e si ritrova in epoche “sconosciute”, Inizia così un viaggio che secondo lui dovrebbe “chiarire il mistero della vita”…
Un viaggio universale, potente ed intenso attraverso il tempo, la storia e soprattutto attraverso le diverse teorie filosofiche che da sempre affascinano gli uomini.
Teatro San Leonardo
Una volta mi chiamavo Darrell Standing, vivevo in California, erano i primi anni del Novecento. A causa della mia furia rossa, che a volte mi coglie in modo tale da non poter controllare le mie azioni, fui condannato prima all’ergastolo, poi alla pena di morte. La mia condizione di detenuto, già dura in partenza, andò peggiorando nel tempo perché come essere pensante non tolleravo certe assurdità dell’organizzazione di quel carcere e lo manifestavo fino a farmi bollare dal direttore in persona come “incorreggibile” e “irrecuperabile”, il che si traduceva in lunghi periodi di isolamento accompagnati da torture atroci.
Come “Incorreggibile” e “irrecuperabile” venivo spesso impacchettato nella camicia di forza che comprimeva i miei organi vitali e in quella condizione mi lasciavano per ore o per giorni. Fu così che imparai a liberare il mio spirito che prese a vagabondare come un bambino tra le stelle, frantumandole e incarnandosi ogni volta in una vita precedente”
Simone Precoma
Direttore Artistico stagione Teatrale Persistenza
Acquisto online ticketitalia.com cliccando qui
info: 392 3018173
Teatro San Leonardo
Via Cavour, 9 Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY