La presunta vittima si è fatta refertare in ospedale – immagine di repertorio
Viterbo – (sil.co.) – Litiga col marito davanti al cimitero di un centro dei Cimini e sul posto accorrono i carabinieri. Erano circa le 12,30 del 9 marzo e i due coniugi, diventati nel frattempo ex, si sono querelati a vicenda.
La moglie recandosi prima al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle e poi, referto alla mano, in caserma nel primo pomeriggio. Il marito nel tardo pomeriggio, esibendo a sua volta un certificato medico con una prognosi di sette giorni.
Per l’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Petroni, si è aperto il 21 dicembre 2021 davanti al collegio il processo per maltrattamenti aggravati in famiglia, scaturito dalle successive indagini dei carabinieri, scattate in seguito alla querela della donna, che si è costituita parte civile contro l’ex compagno.
Parte offesa un’operatrice sociosanitaria. “Al nostro arrivo c’era un carro attrezzi. La donna, che aveva chiamato il 112, era agitatissima e ci disse di essere stata aggredita dal marito, ma non aveva segni. Rifiutò l’ambulanza, spiegandoci di essere una oss e che sarebbe andata da sola a farsi medicare al pronto soccorso. Nel pomeriggio è venuta a sporgere querela e lo stesso ha fatto il marito qualche ora dopo, entrambi muniti di certificati”, ha spiegato una militare intervenuta sul posto, interrogata dalla pm Eliana Dolce.
Il processo è solo all’inizio. Riprenderà a gennaio per sentire altri quattro testimoni dell’accusa.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY