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Politica - Ugo Sposetti all'Espresso sul futuro del Pd - Annuncia l'appoggio a Schlein per la segreteria, boccia l'operato di Letta e invita chi ha avuto finora ruoli: "A stare zitti per un po'"

“Diffido delle riunioni degli ex Popolari, producono danni”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “Diffido delle riunioni degli ex Popolari, producono danni”. Il Partito democratico è a un bivio e Ugo Sposetti, ex senatore deputato, oltre che ex presidente della provincia di Viterbo e tesoriere Ds, interviene nel dibattito in corso.


Ugo Sposetti

Ugo Sposetti


Un’intervista all’Espresso in cui tra l’altro annuncia il suo appoggio a Elly Schlein alla segreteria, perché Bonaccini è una storia già vista. E non vede di buon occhio incontri, come quello natalizio all’istituto don Sturzo.

“È sbagliato – dice Sposetti – è come se io organizzassi una riunione dei comunisti. Abbiamo voluto il Pd, andiamo avanti col Pd. Di riunioni come quella degli ex popolari all’istituto don Sturzo prima di Natale io diffido, producono danni”.

Il partito ha bisogno di uno scossone. “Ho quasi 76 anni e parlo di scossone, è un termine che dovrebbero adoperare quelli di 20 anni”.

Uno scossone, che per il successore di Letta, per Sposetti vuol dire Elly Schlein. Non il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini: “Cose già viste. Facciamole studiare agli storici. Bonaccini è un bravo compagno, un bravo amministratore, dove è stato ha fatto sempre bene. Ma fare due mestieri in politica è sempre complicato”.

Storia già vista, anche in tempi recenti, Nicola Zingaretti ha avuto un doppio ruolo, segretario nazionale Pd e presidente della regione Lazio. “Ha tentato di fare due mestieri insieme – dice Sposetti all’Espresso – e se n’è andato accusando le correnti.

Poi è arrivato uno da Parigi. avevamo chiesto a Macron il ritorno in Italia di terroristi, forse c’è stato un errore di traduzione”. Letta, dalla Francia non proprio con amore.

“È stato sei anni lontano dall’Italia, il paese è cambiato. Siamo senza guida da mesi, chi ci ha guidato non è in grado e la campagna elettorale è stata sbagliata”.

Va imboccata un’altra strada: “Si elegga il segretario, formi la squadra, si dedichi 24 su 24 al partito, ascolti eletti ed elettori”.

Se nel 2021 parlava di un partito nelle macerie, oggi: “Da sotto le macerie intervengono nel dibattito coloro che hanno avuto sin qui posizioni apicali. Ci spiegano cosa deve fare il Pd. Dovrebbero stare zitti per un po”.

Non parla solo di Letta: “Parlo di tutti, ministri, dirigenti, capigruppo. Potevano fare altre scelte. Adesso il Pd ha bisogno di cambiamenti radicali”.

Giuseppe Ferlicca


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1 gennaio, 2023

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