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Economia - Viterbo - L'imprenditore Riccardo Scuderi sugli sconti di fine stagione - Gaetano Labellarte, dello storico atelier di abiti da sposa, parla di "una partecipazione che rientra nella norma" - Il presidente di Confesercenti Vincenzo Peparello: "Servono regole precise per i negozi e la vendita online"

“Il 6 gennaio c’è stata affluenza in centro, è presto però per fare un bilancio sui saldi”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo – “Il 6 gennaio c’è stata affluenza in centro a Viterbo. È presto però per fare un bilancio sui saldi. Bisognerebbe piuttosto ragionare su uno spostamento di questi sconti per andare incontro alle stagioni, che sono influenzate anche dai cambiamenti climatici”. L’imprenditore Riccardo Scuderi traccia un primissimo bilancio sui saldi. Alle spalle tanti anni di attività, quella di una famiglia di commercianti tra le più note del territorio. I saldi hanno preso il via nella Tuscia il 5 gennaio. In tutto il Lazio ci saranno 6 settimane di prezzi scontati per le vendite di fine stagione. Una boccata di ossigeno per commercianti e consumatori. Ma per tracciare un bilancio generale sull’andamento delle vendite è forse troppo presto.


Viterbo - L'imprenditore Riccardo Scuderi

Viterbo – L’imprenditore Riccardo Scuderi


“Fare un resoconto sui saldi è sicuramente prematuro dal momento che sono iniziati il 5 – spiega Scuderi -. Siamo comunque contenti del fatto che il 6 ci fosse diversa gente per le vie. Poco viavai il 5, ma era anche un giorno lavorativo. Diciamo che venerdì, complice anche la festività, siamo rimasti contenti per il numero di persone in strada. È presto però per parlare delle vendite”.

Riccardo Scuderi spiega anche la necessità di guardare al futuro, pensando a dei cambiamenti che, a suo parere, potrebbero generare dei benefici economici di lunga durata. “Andrebbe fatto un discorso un po’ più lungimirante. Vorremmo infatti che ci fosse una costante affluenza durante tutto l’anno, senza fare così tanto affidamento sui picchi legati alle promozioni – afferma l’imprenditore -. Sarebbe molto importante anche per garantire una maggiore stabilità, soprattutto a tutela di chi da anni investe nel settore del commercio. Si potrebbe investire su campagne pubblicitarie più durature, in modo da rivivere un po’ anche tutte quelle vecchie tradizioni che rappresentavano la vitalità del centro storico. Ormai siamo tutti influenzati dalle vendite online e dai centri commerciali, quindi sarebbe importante dare un segnale di cambiamento. Per offrire un qualcosa in più all’utente e invogliarlo a vivere il centro”. 

Necessario quindi ripartire dal centro storico. “Bisogna capire come rendere nuovamente attrattivo il cuore della città. È impossibile tornare all’affluenza di 15 o 20 anni fa in cui i negozi erano principalmente nel centro, ma si può provare a trovare una soluzione – chiarisce -.Magari mettendo in campo politiche concertate e condivise tra gli stessi commercianti e chi può sostenerli. Su questo discorso è sicuramente attiva l’associazione Facciamo Centro, ma sicuramente possiamo e dobbiamo dare nuovi segnali, anche con sostegni specifici per chi dedica la sua vita al commercio. I negozi di Viterbo sono sicuramente attrattivi, ma potrebbero esserlo ancora di più con un centro storico vivo”.

C’è poi la variabile internet, con la vendita online e il suo mercato competitivo. “Internet c’è e ci sarà. Non si può combattere questo mercato, è parte sicuramente del futuro – aggiunge Riccardo Scuderi -. Chi ha attività concrete su strada deve essere ancora più bravo per collaborare attivamente con il mondo online. Anche perché internet vive grazie al fatto che esistono ancora i negozi fisici. Qui il cliente trova persone di fiducia su cui fare riferimento. Nel mio campo infatti sono molti i ragazzi che amano venire direttamente in negozio, per vedere le novità, provare il capo, farsi consigliare da chi può darti un parere oggettivo. Il mondo di internet da questo punto di vista è un po’ più statico. Il contatto diretto con il consumatore è fondamentale”. 

Per l’imprenditore una strada da percorrere per rivitalizzare il commercio ci sarebbe. “A mio parere sarebbe opportuno posticipare i saldi – spiega -. Un tempo erano a fine febbraio, inizio marzo. Si parlava di agevolazioni con lo sconto di capi che non avevi venduto durante la stagione. Oggi a gennaio il discorso cambia. Siamo a ridosso del Natale e non siamo ancora a fine stagione. A influire poi anche il clima. Il vero freddo arriva in questo mese e febbraio e i capi spalla, ad esempio, usciranno solo con lo sconto. Bisognerebbe quindi essere meno rigidi e andare di pari passo con l’effettiva stagione climatica”. 

“Poi ci deve essere anche la bravura del commerciante, che deve coltivare il rapporto con il cliente tutto l’anno e non solo nel periodo dei saldi. Alimentando un legame di fiducia”. 


Viterbo - Gaetano Labellarte

Viterbo – Gaetano Labellarte


Gaetano Labellarte, dello storico atelier di abiti da sposa al Corso di Viterbo, spiega che “l’affluenza di questi giorni rientra nella norma per quello che concerne il periodo dei saldi. Diciamo che l’andamento rispecchia anche un po’ il periodo che stiamo vivendo, non particolarmente facile. Purtroppo non siamo in un momento tranquillo e sereno, dovuto alla crisi con il caro energia e alle spese straordinarie che stanno interessando i cittadini”.

“Gli sconti non sono più quelli di una volta – aggiunge Labellarte -. Il commercio si è un po’ uniformato su un trattamento, specie all’interno, più favorevole in tutti periodi piuttosto che nel solo periodo dei saldi di fine stagione”. 


Vincenzo Peparello

Vincenzo Peparello


A tracciare un primo resoconto sui saldi è anche Vincenzo Peparello, presidente Confesercenti Viterbo. Anche per lui è presto per dare un quadro definitivo. C’è fiducia, ma anche qualche timore su quello che potrebbe essere l’andamento delle vendite nelle prossime settimane. 

“Non si può fare ancora un bilancio preciso dal punto di vista economico – spiega Peparello -. Sono ancora i primi giorni di saldi, però si vede affluenza e persone tra i negozi. Chiaramente all’inizio la gente gira, guarda, fa riferimento a più negozi. Magari i clienti cercano quel determinato capo che avevano già visto durante le feste. Bisognerà quindi aspettare per avere un quadro più completo dal punto di vista economico. Però siamo comunque fiduciosi. Nel 2022 c’è comunque stata una ripresa, in particolare per il turismo. Un aspetto che, soprattutto nelle grandi città, è a tutto vantaggio anche del commercio”.

C’è però qualche timore. “Quest’anno abbiamo però qualche preoccupazione. In particolare per quelle promozioni pre-saldo che rischiano di disorientare i consumatori e rendere vani i saldi di fine stagione -aggiunge Vincenzo Peparello -. Queste promozioni rischiano infatti di danneggiare gli imprenditori che correttamente aspettano il giorno previsto per dare il via ai saldi. E poi i timori arrivano anche dalla grande distribuzione online che pratica sconti ormai tutto l’anno, svantaggiando i negozi locali. In questo modo a rimetterci sono soprattutto i centri storici delle piccole città, schiacciate dal commercio su internet. Noi come associazione chiediamo infatti di fissare regole ben precise e di farle rispettare, per avvicinare il più possibile i saldi al periodo reale. Ci vogliono delle norme ben precise, che devono valere sia per i negozi che per la vendita online. Inoltre i commercianti devono anche riflettere sull’importanza di fare rete, di unirsi per concertare insieme delle soluzioni che possano tradursi in azioni concrete. Le forme di aggregazione sono importanti per portare avanti una strategia commerciale e di sviluppo rispetto ai problemi del contesto in cui si opera”.

Anche per Vincenzo Peparello a incidere c’è il fattore clima. “Dobbiamo inoltre prendere in considerazione un altro aspetto. I saldi iniziano a gennaio, ma in effetti non siamo a fine stagione. Il clima incide e i capi scontati oggi serviranno ancora per qualche tempo. Così c’è quindi una penalizzazione. Abbiamo anche visto che nel tempo è diminuita la spesa pro- capite per il via dei rincari. C’è un calo dei consumi per via del complesso momento che stiamo vivendo con un caro vita che parte dall’aumento dei prezzi della benzina, dell’energia e via dicendo. Le famiglie hanno meno disponibilità. Le persone spendono meno. Siamo quindi un po’ in apprensione per questi saldi, ma aspettiamo a tirare un bilancio. Crediamo fermamente nel valore del rapporto commerciante-consumatore e di quella fiducia che, tramandata negli anni, comunque ripaga”. 

“Il dato positivo è infatti che, secondo una nostra indagine, il 67%/70% dei consumatori farà riferimento al negozio fisico – conclude il presidente di Confesercenti Viterbo -. Qui il commerciante garantisce un discorso di qualità, sa consigliare e crea un rapporto diretto con il cliente”. 

Maurizia Marcoaldi


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9 gennaio, 2023

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