Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il Museo civico di Viterbo è un riferimento per me, che nella Tuscia mi sono trasferito, come per i miei ospiti forestieri. Di due altri musei dirò magari in seguito.
Ho avuto occasione di visitarlo più volte e non posso dimenticare quando vi condussi una mia amica romana, nota restauratrice, la quale, davanti alla Pietà di Sebastiano che ben conosceva ma che mai aveva visto dal vivo, commentò poco professionalmente dicendo: “È vero, questo Gesù è proprio bono!”, dove “bono” non sta per “buono” ma ha a che fare con la beltà.
La ricchezza della collezione, l’allestimento gradevole (anche se i supporti audiovisivi, a causa dell’audio, si rivelano in effetti molesti) e il bel chiostro fanno della visita al Museo civico di Viterbo un’esperienza veramente significativa. Così rimango costernato leggendo l’articolo di Daniele Camilliche documenta lo stato di abbandono della struttura dopo che le due tele di Sebastiano del Piombo sono state trasferite a palazzo dei Priori. È un po’ come se il Louvre restituisse La Gioconda all’Italia per poi trascurare il museo che l’aveva ospitata. Impensabile!
Eppure pratiche positive e di alto rilievo le abbiamo avute, come quando, era il 2017, lo scambio con la National Gallery inglese portò a Viterbo un superbo Mantegna.
Isolare le due prestigiose opere di Sebastiano del Piombo non ha nulla a che fare con la “bellezza”, semmai con l’immagine che un’amministrazione si vuol dare: vi vendo il meglio ma per il resto...
Forse non è a un professore di liceo, per quanto brillante e sindaco di un paese della provincia, che va affidata la bellezza di Viterbo, che sia quella del museo dei Portici o quella del museo Civico. Un curatore con le necessarie competenze specifiche farebbe certo meglio, nel rispetto e per la valorizzazione della ricchezza artistica e culturale della città.
Detto questo una nota su due altri musei che ho, ma assieme ad altri, nel cuore. Rocca Albornoz dove volentieri mi perdo ogni volta conducendovi chi già conosce l’arte etrusca; e Valentano dove porto coloro, in particolare i non italiani, che poco o nulla sanno della Tuscia: non c’è migliore introduzione, e per di più vista lago, per un primo orientamento in questo territorio. Perché la Tuscia è ricca e bella!
Ludovico Greco
– Il degrado del museo civico Rossi Danielli di Daniele Camilli
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