Viterbo – “La Shoah è stata una piaga dell’umanità, non dimenticatevi di essere umani”. La sindaca Chiara Frontini è via della Verità 19, a Viterbo, di fronte all’abitazione da cui alla fine del 1943 vennero deportati verso i campi di stermino nazisti, ad Auschwitz in Polonia, Vittorio Emanuele Anticoli, Bruno Di Porto e Letizia Anticoli.
Viterbo – Giornata della memoria
Oggi è il Giorno della memoria, 27 gennaio, in cui si ricorda lo sterminio di 12 milioni di persone tra cui 6 milioni di ebrei.
“La memoria – ha detto Frontini – si costruisce attraverso il dialogo e ci coinvolge come cittadini e istituzioni. La memoria fa da ponte tra passato e presente, per non far cadere il male nell’oblio”.
Chiara Frontini
Assieme a Frontini, a porta della Verità, ci sono i rappresentanti delle istituzioni, delle forze armate e delle forze dell’ordine, le associazioni, i sindacati e l’istituto comprensivo Fantappié. All’ingresso di via della Verità 19, le tre pietre d’inciampo che ricordano le vittime della Shoah. Al terzo piano un’epigrafe messa lì nel 2001 sempre in memoria delle vittime.
“Servono momenti di riflessione condivisa tra generazioni – ha poi aggiunto Frontini – ponendo la giusta attenzione, incontrando le persone che hanno vissuto questi periodi. L’unico comune denominatore di ogni genocidio è l’odio. Ed è il seme dell’odio che non dovete far attecchire nel vostro cuore. Non dimenticatevi di essere umani e che avete sempre la responsabilità delle vostre scelte”.
Ad intervenire anche il prefetto Antonio Cananà, il presidente provinciale dell’Anpi, Enrico Mezzetti, il provveditore agli studi Daniele Peroni, la dirigente scolastica dell’istituto Fantappié Valeria Monacelli e Angelo di Porto, nipote di Angelo Di Porto e Letizia Anticoli e figlio di Silvano, salvato da Rita Orlandi in Corbucci Giusta tra le nazioni.
Antonio Cananà
“La Shoah – ha sottolineato Cananà – è stato un orrendo crimine. Quello che è successo è una vera e propria infamia. E per non dimenticare dobbiamo ricordare anche quello che è successo in Italia”.
Enrico Mezzetti
“Quando vennero approvate le leggi razziali – ha proseguito Mezzetti – la popolazione italiana fu indifferente o entusiasta. E le persone che portarono via gli ebrei da via della Verità 19 non furono tedeschi e nazisti ma italiani e fascisti. L’odio si può riproporre sempre, in maniera eterna e possiamo stare attenti. La lapide al terzo piano venne apposta nel 2001, ma al terzo piano è illeggibile ed è assurdo che stia ancora là sopra. Deve essere messa a pian terreno, perché è un elemento indispensabile per la memoria”.
Angelo Di Porto
“Non dobbiamo dimenticare mai quello che è successo”, ha evidenziato Di Porto.
“Quella dei campi di concentramento – ha commentato Peroni – è una storia che ci dimostra che l’uomo è capace di fare il male assoluto, quello che ha rappresentato la Shoah”.
Daniele Peroni
Infine Valeria Monacelli. “Abbiamo il dovere – ha concluso la dirigente scolastica della Fantappié – di trovare un linguaggio corretto per trasmettere quell’orrore ai ragazzi trasformandolo in memoria. Una memoria che si fa tutti i giorni”.
Daniele Camilli
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Valeria Monacelli
Fotocronaca: Giornata della memoria
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