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Roma - Alla camera Rachele Scarpa (deputata Pd) ricorda l'impegno del giovane di Sutri trovato senza vita in casa - In tribuna gli amici di Neffati

“Omar arrivato a 6 mesi, cresciuto in Italia e morto a 27 anni senza cittadinanza”

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Viterbo – (g.f.) – “Omar è arrivato in Italia a 6 mesi, morto a 27 anni senza avere la cittadinanza”. Alla Camera, è Rachele Scarpa, deputata Pd a ricordare il giovane di Sutri, trovato senza vita nella sua abitazione.

Morto senza un documento che attestasse ciò che lui era. Italiano. Quello per cui aveva tanto lottato, per sé e per tanti altri nella sua stessa situazione.


Viterbo - Omar Neffati

Omar Neffati


Di Omar Neffati, Scarpa ha ricordato l’impegno. “Per me era un compagno nella Rete degli studenti medi – ha continuato la deputata PD – ma era soprattutto una persona che ogni giorno si alzava dal letto e s’impegnava per cambiare qualcosa di sbagliato”. In tribuna a Montecitorio, amici di Omar, venuti per ascoltare il ricordo. Partito dall’intervista rilasciata la scorsa estate, in cui paragonava l’Italia a Zacinto di Ugo Foscolo.

“Come Zacinto, diceva – continua Scarpa – per il poeta, non posso toccarla posso solo sfiorarla. Omar era tante cose, ma non era un nostro concittadino. È stato portavoce del Movimento italiani senza cittadinanza, ma anche linfa e risorsa della vita politica della sua città Sutri e della sua regione.

Chi lo conosceva bene oggi dice, era una persona che non sopportava le ingiustizie e che ha passato la sua vita combattendole. Da quando l’ho conosciuto ai tempi delle scuole superiori, dell’impegno nella casa comune del sindacato studentesco, ricordo una persona gentile, animata dai valori che aveva a cuore”.

Un impegno, il suo, in prima persona. “Faceva politica attraverso la sua stessa esistenza, con l’autenticità e lo slancio di chi prova sulla propria pelle ogni giorno le discriminazioni che vuole combattere”.


Rachele Scarpa

Rachele Scarpa


Una battaglia che adesso non può fermarsi. “Voglio pensare che continui anche oggi in quest’aula e nei prossimi mesi nelle piazze, nel dibattito del paese e che attraverso il nostro il suo impegno non cadrà nel vuoto”. Nell’unico modo possibile: “L’Italia ha bisogno di una nuova legge sulla cittadinanza”.

Perché tanti in Italia stanno vivendo quello che Omar ha dovuto sopportare: “Non posso partecipare ai concorsi, non posso votare, non posso andare in Erasmus, anche se io a scuola, all’università ci sono andato come voi. Sono le sue parole, di un ragazzo un po’ italiano e un po’ tunisino, arrivato qui a 6 mesi, cresciuto in Italia e morto senza cittadinanza. Ma potrebbero essere le parole di tante e tanti altri”.

L’appello al presidente della Camera: “Si è veramente liberi quando si può partecipare attivamente alla vita politica del proprio paese. Spero che con lei e i colleghi si possa mettere un punto alle ingiustizie che tante e tanti ragazzi in Italia vivono. Loro che sono nati, cresciuti, vivono, lavorano, studiano, pagano le tasse e partecipano alla vita democratica, per poi accompagnare i propri amici al seggio e aspettare fuori.

Omar doveva rinnovare ogni volta il permesso di soggiorno. Come lui, tanti rifiutati sistematicamente dall’unico posto che conoscono come casa, stranieri a casa loro, nel proprio paese. L’Italia ha bisogno di una nuova legge sulla cittadinanza”.

Intanto, sabato prossimoa, 21 gennaio, alle 15 all’oratorio della Verità è in programma una commemorazione di Omar, voluta dai suoi amici.

– “Omar è stato e rimarrà un combattente che ha dedicato la sua vita all’attivismo e all’impegno politico”


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19 gennaio, 2023

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