![]() Civitavecchia – Pino Musolino ![]() Civitavecchia – Mauro Adamo ![]() Civitavecchia – Gli studenti del Baccelli |
Civitavecchia – (p.cas.) – Il porto fa ricca la città: 9 milioni di fatturato per hotel e b&b. L’indagine curata dall’Istituto “Baccelli” e presentata in autorità di sistema portuale.
Un report completo, per stabilire l’impatto economico sul territorio ma anche la tipologia di turista che approda e le sue conseguenti scelte. Interessante indagine realizzata dall’Istituto Baccelli di Civitavecchia, illustrata in una conferenza stampa in autorità di sistema portuale, alla presenza del presidente Pino Musolino e del general manager di Rct (Rome cruise terminal) John Portelli.
Per la scuola erano presenti il professor Mauro Adamo e una ventina di studenti della 4B, indirizzo amministrazione finanza e marketing. “I ragazzi hanno effettuato un lavoro rigoroso – spiega l’insegnante del Baccelli – contattando tante strutture ricettive per la nostra ricerca. Abbiamo scoperto che l’80% di queste strutture hanno aperto la propria attività per il crocierismo. In pratica grazie allo scalo marittimo si è formata una nuoca classe imprenditoriale. Il 65% delle attività sono recenti, aperte negli ultimi 9 anni”.
L’indagine ha ovviamente dato altri feedback interessanti. Il tempo di permanenza del turista è molto breve, 1 o 2 giorni, la clientela arriva prevalentemente il giorno prima della partenza dal porto con la nave, oppure fa il percorso contrario, ma sempre nel giro di 48 ore circa. La nazionalità prevalente è quella americana, che preferisce gli alberghi, mentre è più alta la percentuale di europei che optano per i bed&breakfast. “Il 75% dei gestori contattati è ottimista per il futuro”, aggiunge Adamo.
“Un aspetto molto rilevante – afferma il presidente dell’authority Pino Musolino – quando c’è uno spirito positivo l’economia cresce sempre. È un segno che il lavoro fatto in questi anni è quello giusto”. Significativo il dato sulle risorse che “atterrano” sulla città: “Per l’”accomodation” abbiamo un fatturato complessivo di 9 milioni di euro nel 2022 – conclude il professor Adamo – e il calcolo è anche prudenziale. Le strutture rimangono aperte in media 8 mesi su 12”.
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