Viterbo – Il focarone di Sant’Antonio trionfa pure sulla pioggia. Dopo due anni di assenza, per la pandemia.
Bagnaia – L’accensione del focarone di Sant’Antonio
Torna così una delle tradizioni più importanti della Tuscia. A Bagnaia, Viterbo. In piazza XX settembre. Come ogni 16 gennaio, festa di Sant’Antonio abate.
“Questo fuoco deve rappresentare – ha detto il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza -, il desiderio di veder bruciare simbolicamente tutto il negativo che c’è nelle nostre relazioni”.
Assieme al vescovo, ai ragazzi e alle ragazze del comitato Sacro fuoco di Sant’Antonio, organizzatori dell’evento, ci sono anche la sindaca Chiara Frontini, gli assessori della giunta comunale, il presidente del comitato Antonio Proietti Ragonesi e il corteo storico della città. Attorno a loro tantissime persone, nonostante il maltempo.
”Il fuoco sia anche l’espressione del desiderio di vita e di condivisione – ha aggiunto Piazza -, ricordandovi la voglia di dare luce al calore delle relazioni”.
Bagnaia – L’accensione del focarone di Sant’Antonio
Una trentina i ragazzi del comitato Sacro fuoco Sant’Antonio abate, tutti di età compresa tra i 18 e i 30 anni con a capo un presidente e un vice che li rappresentano, e che per tradizione vengono eletti ogni sera del 17 gennaio in piazza XX Settembre in base a chi per primo tra loro riesce a staccare la bandiera posta sulla chiesa di S. Antonio.
“Una tradizione che e’ identita, l’identità di Bagnaia – ha sottolineato Frontini -. E il messaggio più bello è quello di una comunità che costruisce un evento così insieme”.
Bagnaia – L’accensione del focarone di Sant’Antonio
Infine il presidente del comitato Proietti Ragonesi. “Finalmente di nuovo insieme. È il ritorno del focarone e il risveglio di una comunità che supera ogni difficoltà, per rispondere sempre presente”.
Daniele Camilli
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