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Economia - Viterbo - Era stato presentato dall'Ance per le restrizioni imposte nel 2019 dalla Soprintendenza su 1600 ettari di territorio

Supervincolo tra Bullicame e Masse di San Sisto, Tar boccia ricorso costruttori

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Roma - il Tar del Lazio

Roma – il Tar del Lazio

Viterbo – Bocciato dal Tar del Lazio il ricorso presentato dall’Ance contro il supervincolo imposto nel 2019 dalla Soprintendenza su 1600 ettari di territorio compresi tra il Bullicame e le Masse di San Sisto.

“Non emerge alcun pregiudizio concreto, diretto e immediato, e dunque specifico – di legge nelle motivazioni della sentenza del 20 gennaio – agli interessi dell’intera categoria dei costruttori edili”. 

L’area sottoposta a vincolo, dal Bullicame al Riello, alle Masse di San Sisto, è ritenuta “di notevole interesse pubblico” . Ampliando quella già perimetrata nel lontano 1985, nella valle dll’Urcionio.

“Si estende dalla cinta muraria – facevano sapere dalla soprintendenza – in corrispondenza di porta Faul, a nord-est, fino quasi al confine con il comune di Vetralla a sud, includendo le sorgenti solforose delle Masse di San Sisto”. Contro la decisione sono stati sollevati dubbi sulle ripercussioni economiche.

L’associazione dei costruttori, tramite il presidente Andrea Belli, contestava diversi aspetti del provvedimento ministeriale: l’eccessiva estensione del vincolo rispetto al fine perseguito, la mancata chiarezza nell’indicazione delle ragioni che rendessero imprescindibile l’ulteriore estensione del vincolo e l’effetto di congelamento di tutte le iniziative di valorizzazione del comprensorio da tempo in corso.

Durante un incontro in prefettura, la sovrintendente Margherita Eichberg a suo tempo ha chiarito che il vincolo ha lo scopo di tutelare l’area e di indirizzarne lo sviluppo. Non ostacolarlo o bloccarlo.

A ovest il limite è segnato dal raccordo Civitavecchia-Viterbo-Orte, statale 675, nel tratto meridionale, dalla strada provinciale 15 e dalla strada Tuscanese nella parte settentrionale. In mezzo sussistono “giacimenti culturali” che comprendono preesistenze d’epoca arcaica e romana e strutture architettoniche a carattere rurale, che vanno dal tardo Medioevo ai primi del Novecento. Sistema termale, viabilità antica, casali rurali rappresentano una ricchezza che la Sovrintendenza vuole tutelare.


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25 gennaio, 2023

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