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Montefiascone - Intervengono i presidenti di Agci Lazio, Marco Olivieri, di Confocooperative Lazio, Marco Marcocci e di Legacoop Lazio, Mauro Iengo

“Asilo nido, ancora una volta il comune valuta i progetti in base al prezzo offerto e non alla qualità del servizio…”

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Montefiascone - L'asilo nido

Montefiascone – L’asilo nido

Montefiascone – “Ci risiamo. Il comune di Montefiascone per l’organizzazione e gestione del servizio educativo dell’asilo nido valuta i progetti non in base alla qualità del servizio, ma al prezzo offerto, come ormai prassi consolidata e nonostante si tratti di un servizio particolarmente delicato”. A segnalare la questione, sono i presidenti di Agci Lazio, Marco Olivieri, di Confocooperative Lazio, Marco Marcocci e di Legacoop Lazio, Mauro Iengo. 

“Questa volta il meccanismo usato è stato abbastanza singolare, in quanto dopo solo un’ora dall’apertura delle buste contenenti i progetti tecnici, che consentono di analizzare la qualità e l’organizzazione del servizio, alle cinque aziende partecipanti è stata attribuita la stessa identica valutazione – si legge nella nota -. Com’è possibile? Progetti diversi, stessi punteggi? Uguali anche nei decimali: 52.50.

Questo meccanismo ha consentito alla cooperativa che ha proposto il prezzo più basso di vincere. Si tratta così di fatto di una gara al massimo ribasso, un sistema di valutazione vietato dal codice degli appalti per l’affidamento di servizi sociali. Peraltro, il comune di Montefiascone non ha affidato il nido nell’ambito della gestione complessiva, ma solo ai fini dell’assunzione di educatori, senza neanche il coordinamento. Hanno fatto un bando a parte per gli ausiliari”.

E poi:”Sono anni che il comune di Montefiascone – affermano i presidenti di Agci Lazio, Confocooperative Lazio e Legacoop Lazio -, direttamente o in qualità di stazione appaltante dei servizi sociali del distretto socio-sanitario Viterbo 1, assegna i servizi quasi sempre alle stesse aziende che praticano tariffe che non possono consentire il rispetto dei costi del lavoro. Le centrali cooperative regionali denunciano ancora una volta l’ennesimo appalto mascherato al massimo ribasso”.

“Un atteggiamento inaccettabile” sottolineano nella nota, spiegando come da anni stiano chiedendo al comune di assegnare “i lavori alle cooperative virtuose che applicano il contratto collettivo nazionale di lavoro comparativamente più rappresentativo”.

“Facciamo un appello alle organizzazioni sindacali regionali e settoriali del territorio perché il rispetto della dignità delle persone e della professionalità avvenga a partire soprattutto da parte delle pubbliche amministrazioni – si legge nel documento -. Non si può più tollerare che sia calpestato il lavoro di aziende che stanno nelle regole per favorire aziende che, praticando quelle tariffe, non possono rispettare i contratti di lavoro dei propri dipendenti e il cui operato è premiato da una pubblica amministrazione.

Porremo per l’ennesima volta il tema all’attenzione dell’osservatorio provinciale della cooperazione. Chiediamo immediatamente al comune di Montefiascone la convocazione del tavolo di partenariato del distretto sociale di zona con all’ordine del giorno le procedure di assegnazione dei servizi – chiedono i presidenti nella nota -.

Il Ccnl delle cooperative sociali, firmato nel 2019 e in corso di rinnovo, prevede un incremento medio del 6% del costo del lavoro, che sarà destinato a salire nei prossimi mesi e che non può essere a carico delle cooperative. È stato confermato anche dallo stesso consiglio regionale del Lazio che ha approvato un odg sull’adeguamento delle tariffe dei lavoratori delle cooperative sociali nei piani di zona. A precedere questa presa di posizione della regione Lazio anche alcune deliberazioni della giunta e l’approvazione di un nomenclatore strutture, servizi e interventi sociali, nato con lo scopo di contare su “un univoco riferimento, una base per un linguaggio comune, una piattaforma uniforme”.

“Ebbene, nonostante l’ormai evidente e impellente necessità di adeguare tariffe ferme ormai da anni, Montefiascone continua ad ignorare le nostre richieste e ad adottare procedure – conclude la nota -, che mettono a rischio la tutela dei lavoratori e la qualità dei servizi”. 


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23 febbraio, 2023

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