Viterbo – Pendolaria 2023, la Roma-Viterbo ai primi posti tra le 10 peggiori ferrovie d’Italia.
Un poco invidiabile primato, assegnato da Legambiente, in una classifica che vede primeggiare le ex linee Circumvesuviane, la Roma-Lido e appunto, la Roma Nord-Viterbo.
Roma Nord – La stazione di Viterbo
Passata da Atac a Cotral, i benefici al momento, stando al rapporto, non si vedono. “La soppressione delle corse – fanno sapere da Legambiente -è un fenomeno che continua imperterrito”. La linea si snoda per 101,9 chilometri, suddivisi in 12,5 di servizio urbano e i restanti 89,4, extraurbano. 35 le fermate ed un tempo di percorrenza previsto di 22 minuti per la tratta urbana e di 155 minuti per quella extraurbana. Da qui all’eternità, per arrivare da Viterbo alla capitale.
“Il 29 settembre 2022 – continua Legambiente – circa ottanta corse sono saltate, quasi la metà di quelle previste durante la giornata”. Inevitabili per i pendolari, attese infinite alle banchine ed effetto sardine sui pochi treni a disposizione: “Con alcune reazioni violente – ricordano dall’associazione – in frantumi le vetrate di alcuni tornelli di piazzale Flaminio”.
La conta delle corse saltate è impietosa: “Solo nei primi 4 mesi del 2022 circa 2.700 sono andate soppresse, mentre molto spesso tra Montebello e Viterbo il treno è sostituito da autobus”.
I problemi iniziano ancora prima di salire a bordo, con le biglietterie: “Chiuse in molte stazioni o solo parzialmente a disposizione degli utenti”.
Pure la Roma Lido, oggi Metromare, è passata a Cotral: “Sono previsti investimenti per trasformarle in linee metropolitane, per 481 milioni di euro, stanziati tramite i fondi Pnrr”. Per il materiale rotabile, invece: “Regione Lazio e Firema hanno siglato un terzo contratto – ricorda Legambiente – nell’ambito dell’accordo quadro da 282 milioni, che prevede la fornitura per un valore di quasi 43 milioni di euro degli ultimi 5 rotabili a sei casse per la linea Roma-Lido”.
Due delle tre peggiori ferrovie, quindi, sono nel Lazio. Le altre, a seguire sono la Catania-Caltagirone-Gela, la Milano-Mortara, Verona-Rovigo e Rovigo-Chioggia, Genova-Acqui-Asti, Novara-Biella-Santhià, Trento-Bassano Del Grappa, Portomaggiore-Bologna, Bari-Bitritto.
Pendolaria segnala come in generale per le ferrovie sia troppo lenta la transizione ecologica, con ritardi infrastrutturali, treni poco frequenti, lentezza nella riattivazione delle linee ferroviarie interrotte e le risorse siano inadeguate.
Per non parlare del servizio nel Mezzogiorno: “Non paragonabile con il resto del paese”. Nella Tuscia ne abbiamo un fulgido esempio.
Giuseppe Ferlicca
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