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Anche tu redattore - San Martino al Cimino - La segnalazione di Maria Antonietta Germano

“L’albero rischia di rovinare l’abbazia, ma chi deve toglierlo?”

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L'albero all'abbazia diSan Martino al Cimino

L’albero all’abbazia diSan Martino al Cimino

L'albero all'abbazia diSan Martino al Cimino

L’albero all’abbazia diSan Martino al Cimino

L'albero all'abbazia diSan Martino al Cimino

L’albero all’abbazia diSan Martino al Cimino

L'albero all'abbazia diSan Martino al Cimino

L’albero all’abbazia diSan Martino al Cimino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Anni fa nel borgo di San Martino al Cimino (frazione di Viterbo) qualcuno ha pensato bene di abbellire un angolo un po’ spoglio del complesso monastico del XII sec., nel lato orientale dove si affaccia l’abside poligonale della chiesa con potenti contrafforti che esaltano il volume imponente dell’edificio, luogo di antica bellezza, piantando prima un piccolo arbusto (un Prunus?) e poi con il tempo, per meglio usufuire dello spazio, sono state messe anche delle panchine, utili per godere della frescura pomeridiana e delle chiacchiere conviviali.

Così l’alberello, anno dopo anno, è cresciuto rigoglioso e pieno di belle foglie sempre verdi con delle solide radici ben piantate nel terreno e allungate sin sotto le mura della chiesa abbaziale. Nessuno ha mai trovato nulla da ridire o forse non hanno dato peso al fatto, anzi, in tanti hanno ammirato il bel albero e hanno goduto della sua piacevole ombra.

Caso vuole però che lo scorso anno, durante una visita della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale a palazzo Doria Pamphilj dove è esposto il diorama in legno datato 1897 che riproduce con esattezza in scala ridotta gli ambienti monastici della chiesa abbaziale tra il XII e il XIII secolo., la soprintendente Margherita Eichberg ha voluto vedere con i suoi occhi di architetto le antiche mura per confrontarle con le indicazioni date dal diorama.

Giunta su piazza Nazionale è stata colpita dalla visione dall’albero addossato con le sue invasive radici alle mura monastiche e, allarmata, ha intimato: tagliate subito l’albero. Già ma chi deve farlo? Il comune di Viterbo? La parrocchia di S. Martino Vescovo? La regione Lazio che ha riaperto dopo anni lo storico palazzo Doria Pamphilj? La Soprintendenza? Un rebus.

Le domande di richiesta di intervento urgente sono state subito inoltrate a chi di dovere ma nulla sino ad oggi si è fatto perchè la materia del contendere è il costo per il taglio del povero albero che ammonta a circa, così dicono, a 1000 euro. Soldi che per queste cosucce non ce ne sono e quindi l’albero è lì felice e contento in tutta la sua bellezza.

Ma a San Martino Martino al Cimino, paese di boscaioli, non si potrebbe chiedere a qualche esperto di intervenire volontariamente per salvare le fondamenta della storica abbazia? Ai posteri l’ardua sentenza, sempre se le mura del complesso monastico e della chiesa non avranno nel frattempo sinistri cedimenti.

Maria Antonietta Germano


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7 febbraio, 2023

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