Viterbo – “Prendetevi una camomilla”. Consiglio dalla presidente del consiglio Letizia Chiatti. Rivolto ai suoi colleghi, ma non è sua intenzione istituire qualcosa come l’ora del the all’inglese durante le sedute, piuttosto invitare tutti alla calma. In attesa che l’acqua si scaldi, il suggerimento è rispedito al mittente da Elpidio Micci (Viterbo Cresce).
Forse non gradisce la camomilla: “Lei ne avrebbe bisogno – dice Micci – io sono la persona più tranquilla”. Ma Chiatti ha il potere evidentemente di fa perdere le staffe anche a lui.
Letizia Chiatti
Passo indietro. Prima della camomilla si discuteva delle interrogazioni. L’opposizione s’interrogava del perché siano passati quattro mesi dall’ultima volta e non è che manchino gli argomenti, ovvero le domande a sindaca Frontini e assessori.
Per Chiatti, si convocano sedute apposite se pervengono da consiglieri sette interrogazioni scritte. A norma di regolamento, lo dice l’articolo x, comma y, paragrafo z.
La minoranza casca dalle nuvole: “Le interrogazioni si sono sempre fatte – ricorda Claudio Ubertini, capogruppo Lega – e mi meraviglio di lei, presidente, è sempre stata una delle più attive quando era all’opposizione col suo gruppo”. Ma all’epoca le facevano, non le subivano.
Elpidio Micci
Qualcuno insinua che la maggioranza spinga per non farsi interrogare, magari su suggerimento della sindaca e Chiatti perde le staffe. “La sindaca non mi ha detto niente, prendo le decisioni in autonomia, magari al contrario rispetto ad altri”.
Quindi il suggerimento alla calma maldigerito da Elpidio Micci. E ancora meno dall’altro Micci, Andrea (Lega): “All’inizio di ogni tornata di consigli ci sono le interrogazioni, non occorre presentarne prima”. Si è sempre fatto così.
Chi è fedele alla linea finora seguita si appella all’articolo 24 del regolamento del consiglio comunale. Al comma 4 specifica che la conferenza dei capigruppo all’inizio di ogni tornata di sedute stabilisce in quale saranno effettuate le interrogazioni.
Ma la presidente Chiatti preferisce l’articolo 25, che al primo comma spiega che il consiglio comunale è convocato nella sua prima riunione di ogni tornata per le interrogazioni, purché siano depositate almeno sette interrogazioni. Due articoli così vicini eppure così lontani.
Meno male che la presidente Chiatti comunque ha rassicurato tutti: convocherà una seduta apposita il 9 marzo. La camomilla allora funziona.
Giuseppe Ferlicca
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