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Roma - La portavoce dell'organizzazione Giovanna Di Benedetto: "L'Europa vede mettere in campo subito un sistema adeguato di ricerca e salvataggio"

Save the Children Italia: “Dal 2019 oltre 8mila migranti morti o dispersi in mare per raggiungere l’Europa”

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Roma – Secondo Save the Children, dal 2019 ad oggi più di 8mila migranti sono morti o rimasti dispersi nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. 


Una barca con a bordo migranti

Una barca con a bordo migranti


“La mancanza di vie legali e sicure per chi fugge da conflitti, violenza o povertà estrema, cercando di raggiungere la salvezza in Europa, continua ad essere causa di morte per tanti bambini e famiglie, come è accaduto ieri per le vittime e i dispersi del terribile naufragio a poche miglia dalla costa calabrese”, ha scritto l’organizzazione in una nota.

Secondo Save the children, dal 2019 circa mezzo milione di persone hanno cercato di raggiungere l’Europa attraverso le rotte del Mediterraneo. Di queste, 8mila non ce l’hanno fatta. Un migrante ogni 60 ha dunque perso la vita.

“In Italia, il decreto in materia di gestione dei flussi migratori, convertito in legge qualche giorno fa al senato limita ulteriormente le capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo – continua la nota di Save the Children -, e la linea restrittiva adottata dall’Ue e dagli stati membri rispetto agli ingressi dei migranti, uomini, donne, famiglie e bambini li espone continuamente al rischio di perdere la vita solo perché cercano protezione o un futuro, come è purtroppo successo di fronte alle coste italiane”.

“Le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti, anche giovanissimi, a questo ennesimo terribile naufragio, che hanno visto morire padri, madri, fratelli e sorelle, sono un unico grido di aiuto rivolto all’Italia e all’Europa, perchè mettano fine a questa scia di morte e disperazione – ha dichiarato Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save the Children Italia, a seguito del naufragio di migranti al largo della costa crotonese -. Chiediamo oggi con ancora più forza un’assunzione di responsabilità condivisa in Europa e tra gli stati membri per mettere in campo subito un sistema adeguato di ricerca e salvataggio delle persone in pericolo in mare e per perseguire l’obiettivo di garantire vie sicure e legali per l’ingresso in Europa”.


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28 febbraio, 2023

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