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Ambiente - L'analisi di Marco Casini, segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale che comprende anche la Tuscia

“Siccità, prepariamoci a un’altra estate critica”

di Samuele Sansonetti
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La riunione dell'Osservatorio permanente sull'utilizzo delle risorse idriche

La riunione dell’Osservatorio permanente sull’utilizzo delle risorse idriche


Viterbo – Poche piogge tra gennaio e febbraio e una situazione idrica che per l’estate si prospetta nuovamente critica.

L’emergenza siccità torna a far parlare di sé nonostante i mesi siano quelli meno indicati. Le precipitazioni nel centro Italia scarseggiano e anche nella Tuscia, nonostante qualche pioggia sporadica prevista in questi giorni, i numeri sono molto più bassi della media.

Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione dell’Osservatorio permanente sull’utilizzo delle risorse idriche in cui è intervenuto Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale di cui fa parte anche la provincia di Viterbo.

La situazione meteorologica non è diversa da quella dello scorso anno e in molte parti del distretto lo stato attuale delle risorse idriche risulta inferiore a quello dello stesso periodo del 2022 – ha spiegato il segretario generale –. Già sappiamo che in estate, con l’aumento delle temperature e dei consumi, ci saranno delle difficoltà“.

Le azioni da mettere in campo, secondo Casini, sono molteplici e coinvolgono diversi settori.

E’ necessario sensibilizzare immediatamente tutti gli utenti a un utilizzo più parsimonioso dell’acqua durante tutto l’anno – ha concluso il segretario generale –. Perdite anche superiori al 40% della risorsa non sono più tollerabili. Bisogna aumentare notevolmente le capacità di accumulo dell’acqua piovana liberando dai sedimenti gli invasi esistenti e costruirne di nuovi, anche di piccole dimensioni, laddove necessario, incluso l’accumulo delle acque di pioggia nelle città. È necessario poi rivedere la produzione di colture particolarmente idrovore, implementare il recupero delle acque reflue ad uso agricolo, efficientare maggiormente l’utilizzo delle acque in agricoltura, fino alla messa in campo di impianti di desalinizzazione“.

Per quanto riguarda le precipitazioni nella Tuscia, il mese di febbraio è stato il peggiore degli ultimi venti anni dal momento che per trovare un solo giorno di pioggia registrato in alcuni comuni del viterbese bisogna tornare indietro fino al 2003.

Samuele Sansonetti


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27 febbraio, 2023

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