Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Salutare una persona cara è sempre e comunque un gesto di grande dolore, qualunque sia il luogo, ma se si tratta di un commiato laico nel nostro Cimitero di Viterbo, può diventare umiliante e lasciare, accanto allo sgomento, anche la rabbia.
Rabbia di dover continuare a chiedere alle varie amministrazioni che si sono succedute, con sollecitazione dell’Associazione viterbese per la cremazione, che al Cimitero di San Lazzaro esista uno spazio dedicato ad una cerimonia funebre laica, attrezzata perché tutti possano essere non solo fisicamente presenti, ma avere modo di partecipare ed ascoltare: uno spazio che consenta il raccoglimento e l’ addio dignitoso che merita anche chi non sceglie una cerimonia religiosa.
Ma ancora oggi nulla di fatto.
Scrivo a mio nome, ma anche riportando il pensiero dei presenti, martedì 14 marzo, al funerale dell’avvocato Daniele Di Marco, per me e per tanti amico di tutta la vita
In questa ultima occasione, e di nuovo, nessuna riservatezza, nessun raccoglimento degno di questo nome, nessun addio dignitoso, solo tanto dolore nel cuore, in uno spazio lugubre per una cerimonia che solo la pioggia ha impedito si confondesse con la normale routine lavorativa degli addetti al Cimitero, come già avvenuto in altre occasioni.
Chiedo quindi all’amministrazione comunale attuale di porre fine a questa vergogna, pur consapevole che questo va ad aggiungersi alle centinaia di necessità ed emergenze che la città presenta ai nuovi amministratori.
Immagino, peraltro, che la sindaca, Chiara Frontini, si sarà resa conto e condivida quanto espresso sopra, perché presente alla cerimonia funebre, seppur in veste privata.
Continuo ad avere fiducia.
Clelia Maio
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY