Daniele Di Marco
Viterbo – “Daniele era uno scrigno di pietre preziose”. A salutarlo così è stata Rita Burchielli, compagna di vita. Daniele Di Marco è morto a 72 anni. Avvocato. Ieri pomeriggio i funerali, laici, al cimitero San Lazzaro di Viterbo. Per ricordare un uomo conosciuto e stimato. Con “nobiltà d’animo e purezza di cuore”, come è stato detto da più persone.
Viterbo – Il funerale di Daniele Di Marco – Simone Rotellini
Ed erano tante, quelle presenti ieri sotto i porticati del cimitero nuovo, tra Villanova e Riello, in fondo alla citta’. Tantissimi, collegio, amici, chi gli ha voluto bene, attorno a Daniele, per un ultimo abbraccio.
“Una persona inesauribile per idee e progetti – ha proseguito Rita Brucchielli -. Abbiamo costruito e sognato insieme. Un uomo dalla cultura sconfinata. Manifestata sempre con umiltà e la consapevolezza di avere ogni volta qualcosa da imparare dagli altri. Tant’è le passioni che aveva. Musica, arte, poesia. Daniele era uno scrigno di pietre preziose”.
Viterbo – Il funerale di Daniele Di Marco – Rita Burchielli
Da giovane giocava a basket nella Garbini Viterbo. ed era questo, tra i tanti, lo sport che amava. Come ha detto Simone Rotellini, cresciuto accanto a lui come un figlio. “Con il vicino che bussava sul muro quando invece seguivamo le partite di calcio. Perché aveva un figlio, e glielo svegliavamo ogni volta”.
Viterbo – Il funerale di Daniele Di Marco
“Daniele faceva poi innamorare tutti i bambini – ha aggiunto Rotellini -. Tutti restavano affascinati da lui, per la cultura che aveva e per il suo modo di fare”.
“Un uomo speciale – lo descrive la segretaria che ha lavorato con lui per 36 anni, Mara Pollastrelli -, gentile e cordiale. Lo amavano tutti, e tutti lo ameranno per sempre”.
“Leale, disponibile, rispettoso – il ricordo della presidente dell’ordine degli avvocati di Viterbo, Caterina Boccolini -. Una persona intelligente intelligente che se ne è andata in silenzio, dimostrando di essere un uomo libero”.
Viterbo – Il funerale di Daniele Di Marco
Infine, tre poesie in memoria di Daniele Di Marco. Le prime due lette da Rita Brucchielli. Costantino Kavafis, Itaca. “Quando ti metti in viaggio devi augurarti che la strada sia lunga”. E poi un’altra, dei nativi indiani. “Se ascoltate nei vostri cuori sentirete la dolcezza che vi porterò. Sono nei mille venti che soffiano, l’oro scintillante dei campi di grano. Non andate alla mia tomba per piangere, io non ci sono, io non sono morto”.
Infine l’ultima, di Daniele Di Marco, scritta per un compleanno. “Ho conosciuto in te le meraviglie”, uno dei suoi ultimi versi. “A thing of beauty is a joy for ever”. Come i primi versi dell’Endimione di John Keats.
Daniele Camilli
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