Viterbo – I fornitori bussano alla porta di Talete. La società idrica conta oltre 40 milioni di debiti. L’amministratore unico Salvatore Genova lo ha ricordato ieri ai sindaci nella conferenza Ato. Ricordando la ricetta, che è sempre quella: “La ricerca di un partner privato deve essere il più veloce possibile”.
Viterbo – Talete – Conferenza dei sindaci
Il bilancio 2022 si chiude in positivo per 90mila euro. È la parte finanziaria quella critica.
“Le difficoltà nei flussi di cassa – spiega Genova – le continue richieste di pagamento dai fornitori sono un fardello pesante”. Mentre vista la situazione, con le banche è un dialogo fra sordi.
Il costo per l’energia elettrica resta una nota dolente. Un milione di euro al mese nell’ultimo trimestre, qualcosa in meno rispetto al picco di qualche tempo fa, ma pur sempre il doppio del passato.
Mentre sul fronte debiti verso fornitori, sono arrivati a 40,2 milioni di euro. C’è stata una riduzione dal 2017 al 2021, da 50 a 34 milioni, per poi risalire. Gli incassi si attestano a oltre 39 milioni, contro il 40,4 del 2021. Una flessione di 1,4 milioni, causata da minori incassi per bollettazione.
I numeri nell’incontro di ieri, ma anche la riorganizzazione degli sportelli Talete, perché i comuni aumentano, ma non il personale.
Il nuovo piano prevede un urp provinciale a Viterbo e poi sei macroaree, per garantire una copertura che sia bilanciata. In ogni zona è individuato un comune principale, ma nulla toglie che ci si possa accordare e turnare, fra centri che abbiano almeno 3500 utenze.
Le aree come sono state immaginate prevedono Viterbo, la zona ovest con Tarquinia, la sud est con Civita Castellana, la est e Soriano nel Cimino e quindi Montefiascone.
Viterbo – Talete – Conferenza dei sindaci – Romoli e Genova
Ma il sindaco di Vallerano Gregori, intervenendo ha chiesto di mantenere quella nel suo comune, in alternativa in un altra realtà sui Cimini. Aldo Moneta (Canepina) si è accodato e non sono stati i soli.
Il contatto diretto sul territorio con la società idrica è un’attività giudicata in modo positivo, per questo chiedono di mantenerla. Ma la coperta sempre corta rimane. “I comuni aumentano – ha sottolineato Genova ma gli addetti sono sempre dieci. Per questo abbiamo proposto un piano transitorio. Se arrivano altre persone si può ridiscutere, ma io oggi vi dico, con le forze che abbiamo, quello che si riesce a fare”.
Se ne discuterà, per far quadrare gli uffici relazioni con il pubblico dei comuni e il personale di Talete.
Resta tutt’altro che semplice, intanto far entrare i comuni ancora fuori. Al momento i primi otto. La regione pressa. Di recente ha sollecitato a prendere in carico non i primi otto, ma tutti, evocando anche la Corte dei conti.
Impossibile, per il presidente Alessandro Romoli. “Siamo impossibilitati – precisa Romoli – dall’assumere più comuni di quanto previsto e sul richiamo alla corte dei conti ho ribadito, rispondendo, che semmai avremmo dovuto adire noi rispetto al mancato commissariamento dei comuni in 20 anni e l’accelerazione nelle ultime settimane”. Si profila un braccio di ferro.
Gli otto comuni sono Capodimonte Gradoli, San Lorenzo Nuovo, Monte Romano, Villa San Giovanni in Tuscia, Vitorchiano, Tuscania passati nel 2022 e Orte, lo scorso 15 febbraio. Mentre Grotte di Castro non ha ceduto il servizio.
“Stiamo riorganizzando l’operatività – osserva Genova – oltre agli impianti di potabilizzazione”. Nella riunione anche l’andamento degli interventi sugli impianti di potabilizzazione, da Civitella d’Agliano a Bagnoregio e a Fabrica di Roma, con la presa in carico degli impianti presentava un’anomalia. Ne erano previsti quattro, ma sono sei. A Ronciglione un nuovo impianto necessario per la frazione di Fogliano, così come a Tuscania, per San Martino.
Giuseppe Ferlicca
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