Roma – “Per arrivare ai negoziati di pace servono le armi. Chiedere la pace in Ucraina e lo stop all’invio degli aiuti militari significa fare il gioco solo di una parte, la Russia. Significa chiedere la resa dell’Ucraina”. Così l’ambasciatore ucraino in Italia, Yaroslav Melnyk, che ne primo pomeriggio è intervenuto alla commissioni esteri riunite.
L’ambasciatore ucraino Yaroslav Melnyk
“La disinformazione e la propaganda russa è presente in Europa e in Italia in particolare – ha continuato il rappresentante di Kiev -. Purtroppo mi sembra che la Russia abbia investito tantissimo per la diffusione della sua narrativa. Non sentire quello che sta dicendo la Russia tramite diversi esperti sui canali televisivi significa chiudere gli occhi. Tante cose sono state realizzate, con la chiusura dei canali russi, ma purtroppo rimane spazio dove si sente questa propaganda russa”.
L’ambasciatore Melnyk si è detto consapevole del fatto che “per alcuni politici in Italia e per i loro eletti il tema della fornitura delle armi stia diventando sempre più sensibile”. Ma ha aggiunto che “la pace è possibile esclusivamente sulla base dei principi di diritto internazionale e della carta Onu”. Quindi, secondo il plenipotenziario ucraino, “per arrivare ai negoziati di pace servono le armi. Chiedere la pace in Ucraina e lo stop all’invio degli aiuto militari significa fare il gioco di una sola parte: la Russia”.
Melnyk è intervenuto anche sulla questione delle accuse internazionali mosse alla Russia per sottrazione di minori dai territori ucraini occupati. Una vicenda drammatica, questa, che è ha spinto la Corte penale internazionale ad emettere un mandato di arresto internazionale per crimini di guerra nei confronti del presidente russo Vladimir Putin.
“La Russia sta conducendo probabilmente la più grande operazione di sottrazione di minori nella storia moderna – ha detto l’ambasciatore ucraino -. Più di 16mila bambini ucraini sono stati già deportati, molti di loro sono stati dati illegalmente in adozione inviati in campi di rieducazione e vittime di abusi. Questo ha portato alla storica decisione della Corte penale di emettere mandato di arresto per Putin ci aspettiamo che la Cpi continui il suo importante lavoro in collaborazione con le forze ucraine”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY