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Cronaca - Terminato il consiglio dei ministri a Cutro, dove il 26 febbraio è avvenuta la strage di migranti - Via libera del governo a un nuovo decreto che prevede pene fino a 30 anni per i trafficanti e stringe sull’immigrazione illegale

Meloni: “Vogliamo colpire gli scafisti anche fuori dai confini nazionali”

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Cutro – È terminato il consiglio dei ministri che questo pomeriggio si è svolto a Cutro, in provincia di Crotone, dove il 26 febbraio è avvenuto il naufragio che ha portato alla morte accertata di 72 persone. Al termine della riunione è arrivato il via libera del governo al decreto sui migranti, che prevede una stratta agli scafisti e all’immigrazione illegale.


Cutro - Conferenza stampa del governo al termine del cdm

Cutro – Conferenza stampa del governo al termine del cdm


“Non intendiamo replicare l’approccio di quanti hanno lasciato negli anni che i trafficanti di morte potessero continuare ad agire indisturbati – ha commentato Giorgia Meloni in una conferenza stampa sempre a Cutro al termine del consiglio dei ministri -. Siamo determinati a sconfiggere la tratta di esseri umani responsabile di questa tragedia. La nostra risposta è una politica di maggiore fermezza sul tema. Se qualcuno pensava che i fatti del 26 febbraio potessero far cambiare la linea del governo sul tema immigratorio si sbagliava di grosso”.

Questo nuovo decreto legge sancisce l’aumento delle pene per il traffico di migranti e prevede l’introduzione di nuovo reato relativo alla morte o alle lesioni gravi in conseguenza al traffico clandestino con pene fino a 30 anni di carcere. Il reato verrà perseguito in Italia anche se commesso al di fuori dei confini nazionali. “Significa colpire non solo i trafficanti che troviamo sulle barche – ha aggiunto Meloni -, ma anche i trafficanti che ci sono dietro”.

La presidente del consiglio ha aggiunto che “in Italia non conviene entrare illegalmente e non conviene pagare gli scafisti” e che  questa “è la ragione per la quale il governo ripristina i decreti flussi che consentono l’ingresso di immigrati regolari”. “Intendiamo fare una campagna nei paesi di origine dei migranti per raccontare come la realtà sia distante da come viene raccontata loro da questi criminali – ha concluso la premier -. Vogliamo che i cittadini sappiano quali sono i rischi che corrono nel mettersi nella mani di questi trafficanti”.


Strage di migranti a Cutro

Strage di migranti a Cutro


A quanto si apprende, il consiglio dei ministri – durato circa un’ora – è stato fortemente contestato da alcuni manifestanti presenti in piazza. Alcuni dei quali hanno anche lanciato dei peluche contro le auto della premier Meloni e dei ministri Salvini e Tajani. A Cutro sono anche comparse alcune scritte contro il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, poi cancellate.

E proprio su Piantedosi, travolto in questi giorni da tantissime polemiche in merito all’operato dei soccorsi e per alcune sue esternazioni successive sui migranti, la presidente del consiglio ha affermato: “Ringrazio il ministro Piantedosi per quello ha detto e fatto. Non poteva fare di più. Mi sorprende che le stesse persone che se la prendono con il governo non spendono una parola contro trafficanti che chiedono fino a 9mila euro e hanno abbandonato i migranti”.

Anche il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ha voluto dire la sua in merito: “Spero che con oggi si chiuda quella squallida parentesi di pessima politica che ha portato sulla gogna un corpo glorioso come la guardia costiera. Quello di oggi è un decreto di buonsenso approvato all’unanimità che prevede accoglienza migliore per chi ha diretto, ma anche maggiori controlli nei centri per chi non ne ha diritto”.


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9 marzo, 2023

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