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Calcio - Campionato Under 17 - Erika Merlone sulla decisione del giudice sportivo dopo la partita Viterbo Fc e Fulgur Tuscania: "Essere testimoni di un'aggressione a un minore e veder punito il nostro allenatore è stato un pugno allo stomaco"

“Ha perso non solo il calcio giovanile ma anche la giustizia…”

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Viterbo - L'intervento di polizia e 118 alla partita under 17 Fulgur Tuscania - Viterbo Fc

Viterbo – L’intervento di polizia e 118 alla partita under 17 Fulgur Tuscania – Viterbo Fc

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ha perso non solo il calcio giovanile ma anche la giustizia. In un colpo solo è venuta meno la fiducia nella federazione, nella dirigenza, nella classe arbitrale ma per quel che è peggio nella giustizia sportiva. Essere testimoni di un’aggressione da parte di un adulto, federato ad una società di calcio, incaricato di fare il guardalinee in una partita under 17, nei confronti di un giocatore minorenne, che non ha reagito, ma dal dolore e l’umiliazione è scoppiato in lacrime e leggere la decisione del giudice sportivo che punisce il nostro allenatore con quattro giornate di squalifica e l’aggressore con l’inibizione di un turno è stato un pugno allo stomaco. Il nostro allenatore ha pagato per aver, dice l’arbitro, puntato il dito sul petto dello stesso e per aver ritirato la squadra, la partita infatti non era ancora terminata, al solo scopo di tutelare i ragazzi minorenni vista la decisione, da parte di più persone testimoni dell’accaduto di chiamare le forze dell’ordine per denunciare l’aggressione.

Nessuna menzione, nella solenne decisione del giudice, della presenza di tre volanti della polizia e di un’ambulanza, che visitava e refertava il minore aggredito.

Però ci tiene invece a soffermarsi, il nostro giudice, senza che ci sia nessuna connessione con la decisione da prendere, sulla reazione del padre del ragazzo, che sconvolto, come tutti i presenti per l’aggressione appena avvenuta, si precipita a vedere come sta suo figlio e trovando il lucchetto al cancello cerca di scavalcarlo, ma poi si rende conto del gesto e vi rinuncia aspettando quindi l’arrivo della polizia e più tardi la possibilità di raggiungere gli spogliatoi per sincerarsi della salute fisica ma soprattutto psicologica di suo figlio.

I genitori, tutti, anche quelli della squadra di casa, sono rimasti sconvolti dal gesto. Siamo abituati a vedere genitori che litigano, arbitri offesi e alcune volte anche aggrediti, allenatori espulsi per protesta e genitori che si scagliano contro l’allenatore del figlio perché non lo ha fatto entrare in campo, ma tutto sempre e solo fra adulti. Mai, e dico mai, qualcuno dei presenti ha assistito ad un’aggressione da parte di un adulto su un giocatore minorenne.

Ma per il giudice sportivo tutto quanto suddetto non conta niente, conta solo la parola dell’arbitro che non ha visto niente e si è rifugiato negli spogliatoi essendo assolutamente inadeguato alla funzione, privo di qualsiasi fermezza e autorità per riportare la situazione alla calma e far riprendere la partita.

Ma già, fra cani non ci si morde, e quindi meglio tutelare l’operato dell’arbitro piuttosto che i giocatori che da oggi ameranno forse un po’ di meno questo sport e andranno in campo anche meno sicuri sapendo che un adulto può prendersi la briga di picchiarli rimanendo praticamente impunito da parte della giustizia sportiva. Ci rimane la fiducia nella giustizia ordinaria visto che la denuncia farà il suo corso e speriamo che questa volta la parola giustizia recuperi il suo vero significato.

Un consiglio ai genitori, cercate di convincere i vostri figli a dedicarsi ad altri sport perché il mondo del calcio purtroppo è marcio dalle radici.

Erika Merlone


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25 marzo, 2023

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