Civita Castellana – “Il Pd, la casa dei cittadini”. Il Pd incontra i cittadini in un’assemblea pubblica.
Presenti, oltre alla segretaria Nicoletta Tomei, Simone Brunelli consigliere comunale e recentemente eletto tra i membri dell’Assemblea nazionale del partito e il presidente del circolo Roberto Rossi, anche personalità di spicco della sinistra civitonica come Danilo Corazza, ex vicesindaco della prima giunta Angelelli, Arnaldo Brunelli ex presidente Sate, Mauro Vaccarotti segretario filctem Cgil e Augusto Ciarrocchi vicepresidente di Confindustria Ceramica.
“Quando si è cominciato a parlare della mia candidatura al congresso di circolo, per la quale ringrazio Alessandro Mazzoli, la prima condizione che ho posto è stata che questo non fosse un viaggio in solitaria – esordisce così Nicoletta Tomei – la questione della segreteria e del direttivo si è subito imposta su tutte le altre. Nel Pd ho trovato la mia casa, una casa in cui vorrei che la politica non coincidesse con la vita amministrativa di qualche consigliere o di una segreteria ma con quella dei cittadini, di una comunità. Una comunità che si occupa e preoccupa delle persone, prima che delle agende politiche, personali o correntizie. Una comunità che vive la politica come una pratica: una cosa da fare, e non un catechismo da recitare. Una casa che riempia la città di proposte e idee. Che renda il posto in cui viviamo un posto di cui ognuno può essere orgoglioso. Un posto in cui è bello vivere e ospitare.
Quando penso al mondo che vorrei penso ad un posto in cui le transizioni economiche non debbano costare la serenità a famiglie e lavoratori – prosegue Tomei – in cui il benessere di alcuni non debba costare la sofferenza di altri, la libertà dei più fortunati essere pagata con l’eterna servitù degli altri, in cui ognuno possa somigliare alla versione migliore di sé trovando sostegno, in cui la condizione in cui si nasce non sia una gabbia, in cui chi fallisce abbia l’opportunità di riprovare, in cui a tutti sia riconosciuta la possibilità di contribuire e in cui ciascuno sia messo nella condizione di farlo, senza che gli venga negata alcuna tutela se non riesce quanto altri”.
Prosegue la segretaria: “A livello nazionale, il nuovo congresso ha riacceso la passione in tante persone. Cittadini che capiscono l’importanza di fare quadrato con gli altri per contrastare una destra che non ha vergogna di affossare il salario minimo e sostenere che la crisi economica la devono pagare i lavoratori e non le multinazionali. Una destra che propone una riforma fiscale iniqua per cui dipendenti e pensionati rischiano di pagare almeno il 25% del loro reddito lordo, mentre alle partite iva più ricche chiede massimo il 15%. Una destra che resta muta rispetto alle aggressioni squadriste di Firenze, che critica chi difende i valori della costituzione e gli studenti che manifestano proponendo un modello repressivo e autoritario. Una destra che lascia morire i migranti in mare, che passa il tempo a piantare bandierine ideologiche ai danni di donne, bambini e famiglie, arcobaleno e non, mentre l’Italia è indietro su tutto: dagli investimenti Pnrr alle politiche sanitarie, industriali e sociali”.
Conclude infine Nicoletta Tomei: “Per tutte queste ragioni spero che il nuovo corso che inauguriamo oggi vi convinca a vivere insieme a noi questa fase politica di costruzione di un progetto per la città che non sia, passatemi il termine ‘roba mia’ ma ‘roba nostra’. Spero che ognuno di voi possa riconoscere in quello che facciamo un pezzetto di sé e del suo modo di fare e intendere la politica. Un pezzetto e non tutto, perché se quello che vogliamo è tutto, quello che otteniamo è niente. Se riusciremo in questo sono sicura che le prossime saranno occasioni per riflettere insieme, agire e ritrovarci sui fondamentali: giustizia e sicurezza sociale, lotta alle disuguaglianze ingiustificate, sviluppo, sostenibilità e inclusione”.
“Sono molto d’accordo con l’impostazione della segretaria, per un partito locale che non si limiti soltanto all’attività amministrativa ma che comunichi un’identità chiara, che faccia scelte di campo, che non dia la sensazione di muoversi sulla base delle opportunità politiche ma di una visione d’insieme e un sistema di valori – dichiara Simone Brunelli, consigliere comunale tra le fila del Pd – e quel sistema di valori di cui Nicoletta parlava trova piena concretezza in tante battaglie del territorio che dovremo rilanciare e sulle quali dovremo pretendere di essere ascoltati”.
“Penso all’ambiente e alla necessità di chiedere finalmente una legge quadro Regionale per sottrarre le oltre 50 cave presenti nel territorio provinciale alla possibilità che si trasformino in discariche – prosegue Brunelli – affermando un principio chiaro e definito per legge, che i progetti di ripristino ambientale sono tali se ripristinano l’equilibrio naturale precedente o se garantiscono attività che portano valore aggiunto alla comunità e che non compromettono
l’ambiente.
Penso alla necessità di saper spendere i 90 milioni del Pnrr stanziati dalla Giunta Regionale uscente per miscelare la nostra acqua con quella del Peschiera e liberarci definitivamente dall’arsenico, dai costi della dearsenificazione e dalla tanta plastica che consumiamo”.
Prosegue: “Penso al lavoro e ad una duplice necessità: portare il nostro distretto industriale nel Consorzio unico industriale del Lazio per portare a casa le risorse fondamentali ad un salto di qualità del distretto e delle nostre due aree industriali e alla battaglia da fare fianco dei lavoratori per il riconoscimento di diritti sacrosanti, su tutti quello al prepensionamento garantito a chi svolge un lavoro usurante come quello del ceramista.
Penso alla necessità di ripensare la città e garantire nuove opportunità di sviluppo: nell’ultima campagna elettorale avevamo ottenuto con fatica e tanto lavoro la disponibilità tecnica ed economica del nostro candidato Alessio D’Amato per la ristrutturazione dell’Ex ospedale Andosilla per trasformarlo in un ostello della gioventù in vista del Giubileo e portare a Civita una parte di quei 45 milioni di pellegrini in arrivo a Roma nel 2025.
Questa sfida va assolutamente rilanciata al nuovo Presidente della Regione, perché sarebbe la chiave per un vero rilancio del centro storico, per attrarre flussi turistici importanti e programmare da qui al 2025 un percorso che rimarrà un patrimonio per il post giubileo”.
Inoltre: “Penso al grande tema dei servizi pubblici locali, per il centrodestra da esternalizzare ed affidare ai privati, per noi da internalizzare e affidare alla Sate, la nostra partecipata che ha nell’oggetto sociale un milioni di possibilità ma che puntualmente, ogni qual volta viene guidata da un presidente espressione del centrodestra, lavora peggio e meno.
E poi penso all’ordinaria amministrazione, al degrado, all’incuria, alla condizione delle strade, alle tante opere incompiute, al cimitero, al boschetto, al Belvedere Falerii Veteres, alle frazioni, al Centro storico, alla sporcizia che testimonia l’assenza di un’amministrazione comunale oggettivamente incapace e distratta da ben altro”.
Infine: “Quello che vogliamo fare è costruire insieme un percorso che ci porti ad affrontare tema dopo tema tutti i nodi della città, per scioglierli uno ad uno e farsi trovare pronti alle prossime elezioni. Non soltanto per vincerle. Non siamo qui per sostituire un governo incapace di centrodestra con un governo improvvisato di centrosinistra. Siamo qui per costruire con i tempi giusti un progetto solido, che parta dall’ascolto, che abbia una visione, che sappia attrarre le competenze necessarie, e che in definitiva riporti Civita ad essere una città dignitosa, pulita, in cui i servizi funzionano, in cui i ragazzi della mia età hanno opportunità e possono costruire con soddisfazione il proprio futuro”.
Giusi De Novara
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