Viterbo – (b.b.) – Un bottino da migliaia di euro, l’incasso di circa tre giornate di lavoro. Tanto sono riusciti a rubare i tre malviventi durante la rapina al frutta e verdura di viale Bruno Buozzi, al Pilastro.
Il colpo è stato messo a segno domenica sera poco dopo le 21, quando il negozio, gestito da una coppia di origine pakistana, era ancora aperto al pubblico. Tre persone col viso nascosto da dei cappucci sono entrate e, coltello alla mano, hanno minacciato marito e moglie per farsi consegnare tutti i soldi presenti in cassa. Migliaia di euro – sembrerebbe attorno a 5mila -, frutto dei guadagni di tre giornate lavorative.
Stando a quanto emerso la rapina non sarebbe durata che pochi minuti. Mentre uno dei tre rapinatori puntava alla gola della donna il coltello, gli altri due complici avrebbero svuotato la cassa. Poi si sarebbero dati alla fuga, facendo perdere le loro tracce.
Fortunatamente i titolari della rivendita di frutta e verdura non sono rimasti feriti e non è stato necessario l’intervento del personale sanitario del 118. Mentre sul posto sono arrivati i carabinieri del comando provinciale. Sono loro a portare avanti le indagini, che procedono serrate per dare un volto e un nome ai tre malviventi.
– Puntano un coltello alla gola della negoziante e rubano l’incasso, poi si danno alla fuga
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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