Viterbo – In questi giorni è riaffiorato su una pagina Facebook, ma se ne parla spesso tra la gente anche in altri periodi, un problema “burocratico” legato alla santità di Rosa da Viterbo.
Beata Rosa da Viterbo
Per tanti devoti, in particolare per i viterbesi, ma anche per tutti i cittadini del mondo che la venerano, il problema non esiste. Il giorno 4 settembre, infatti, si celebra la festa religiosa e la festa civile di Santa Rosa da Viterbo.
Nella nostra città, in questo giorno, in omaggio alla Santa patrona, nel santuario c’è una solenne concelebrazione religiosa e, nel resto della città gli uffici sono chiusi perché considerato giorno festivo, comprese le banche che effettuano il semifestivo soltanto per non far mancare agli utenti questo servizio essenziale (pagamento stipendi, ritiro delle pensioni, pagamenti vari ecc…)
Nonostante questo, come scritto in apertura d’articolo, su una pagina Facebook, il 6 marzo scorso è apparso questo post, condiviso o apprezzato con il “mi piace” da tantissime persone: “Sarà forse il pontificato di Francesco a portare finalmente a compimento la canonizzazione di Rosa da Viterbo, da tutti venerata come santa, anche se in realtà è ufficialmente “solo” beata. Nel Martirologio Romano Rosa non è mai stata “festeggiata” il 4 settembre”.
Il post su facebook sulla Beata Rosa da Viterbo
“Il 4 settembre, è ricordato dai cittadini viterbesi come il giorno di “Santa Rosa”, ricordo non legato alla vera e propria ricorrenza religiosa, ma al trasporto della Macchina che rievoca la traslazione del corpo di Rosa dalla chiesetta di Santa Maria in Poggio, oggi della Crocetta, alla chiesa delle Clarisse, avvenuto il 4 settembre 1258 sotto l’ordine di papa Alessandro IV. Il calendario cristiano, infatti, non tiene conto dei festeggiamenti cittadini ma del cosiddetto “dies natalis”, ovvero il passaggio alla vita eterna, quindi nel caso di Rosa, il 6 marzo. Mentre il 4 settembre è il giorno commemorativo di Santa Rosalia da Palermo”, continua il post.
Ora, a parte la forma e il contenuto del post pubblico, in tanti anni se ne sono sentite tante, rimane da chiarire chi è a conoscenza che papa Francesco potrebbe “portare finalmente a compimento la canonizzazione di Rosa da Viterbo”?
Il vescovo di Viterbo ne è a conoscenza? Perché una notizia così importante merita il coinvolgimento di tutti i devoti di Santa Rosa nel mondo, compresi i viterbesi e anche i numerosi abitanti dell’America latina dove esistono numerosissimi luoghi di culto, e anche scuole, intestate a Santa Rosa da Viterbo.
Sabato 6 marzo 2021, su un quotidiano di Brescia, è apparsa ancora Beata Rosa da Viterbo e non Santa Rosa da Viterbo. Per risolvere questo problema, che è solo burocratico e interno alla Chiesa, un iter da seguire ci sarebbe.
Recentemente, infatti, una terziaria francescana è stata canonizzata da papa Francesco con Lettera Decretale sulla Canonizzazione equipollente, datata 9 ottobre 2013, estendendone il culto liturgico alla Chiesa universale ed iscrivendola nell’albo dei Santi. Ma in questo caso c’era stata, precedentemente, una mobilitazione di popolo e una richiesta ufficiale.
A Viterbo non si potrebbe fare la stessa cosa? Sì, coinvolgendo tutte le componenti religiose legate alla tradizione e al culto di Santa Rosa e coinvolgendo anche tutte le autorità civili. Non una questione per pochi intimi.
Silvio Cappelli
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