Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Oggi 22 marzo 2023, proprio in occasione della ricorrenza della giornata mondiale dell’acqua istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, abbiamo deciso di presentare una puntuale richiesta di chiarimenti circa il mancato ottenimento da parte della Talete, del famoso finanziamento di circa 15 milioni di euro, legato all’emergenza covid-19 e previsto dal D.L. n. 23 del 08/04/2020.
Il tutto nasce dalla lettura dei bilanci societari e dei Piani Operativi Annuali di questi ultimi anni e dal dibattito politico che ha tenuto banco sul tema in quanto, grazie a quei fondi, si sarebbero in parte dovuti effettuare una serie di investimenti per l’efficientamento delle reti e quindi ridurre gli sprechi della risorsa idrica, oggi più che mai preziosa, ed in parte si sarebbero dovuti utilizzare per ridurre l’esposizione debitoria della società mettendo in sicurezza i conti.
Il problema sta nel fatto che, a parte le tante chiacchiere, dalle richieste di accesso agli atti è emerso che l’ultima corrispondenza circa il finanziamento in questione risale al 14 dicembre 2020, giorno in cui l’Istituto di credito interpellato, dopo gli iniziali scambi di informazioni su come predisporre la pratica, ha risposto che non avrebbe accettato la richiesta in quanto Talete non rientrava nella loro tipologia di clientela per questa operazione.
Sulla base di ciò abbiamo formulato una serie di quesiti, indirizzati all’amministratore Unico di Talete, ai revisori dei conti, al Presidente della Provincia in veste di componente del Comitato per il Controllo Analogo, al Sindaco di Civita Castellana ed al titolare della delega per le Partecipate sempre di Civita Castellana, con i quali chiediamo come sia possibile che su ben 4 documenti ufficiali che hanno una data successiva al 14 dicembre 2020 vengano riportate affermazioni dalle quali si evince che la questione del finanziamento è ancora aperta e si attende l’esito per programmare gli investimenti.
E poi perché se questa misura agevolativa scadeva il 30 giugno 2021, non si sono percorse altre strade con altri Istituti di Credito (su tutti i documenti societari si parla sempre dello stesso istituto)?
Anche perché nel frattempo abbiamo assistito, ad una trasformazione societaria con lo scopo di reperire risorse finanziarie da privati, ad un ennesimo aumenti tariffario che pagheranno i cittadini, ad un reiterato rischio di crisi di impresa con il conseguente pericolo di perdita del valore della quota societaria a discapito dei comuni soci.
Restiamo in attesa, fiduciosi di un puntuale riscontro, perché vogliamo capire cosa realmente si sia fatto per tutelare la società e per garantire quegli investimenti tanto annunciati quanto rinviati in questi anni.
Valeri Biondi
Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Civita Castellana
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