Il lavatoio di ponte del duomo
Viterbo – Incuria, degrado e tanta acqua. Il lavatoio del ponte del duomo è veramente ridotto male. E peggio ancora a portata di turista, quanto meno della vista di chi passa da quelle parti, zona centralissima di Viterbo, tra piazza San Lorenzo, con cattedrale e palazzo dei papi, e piazza della morte, l’imbocco per il quartiere medievale di San Pellegrino. Da qui, passano appunto tutti i turisti che vengono a visitare la città.
La scalinata che porta al lavatoio, chiusa da un cancello, si trova a ridosso di via del ginnasio, attorno ristorati e bar.
Viterbo – Il lavatoio di ponte del duomo
La scalinata è piena d’erba. In fondo alla scalinata altra erba, un classico di questi tempi per Viterbo. Infine, tutto attorno al lavatoio è un lago d’acqua. Quest’ultima esce da una porticina di ferro sulla destra. Probabilmente una vistosa perdita d’acqua dovuta a chissà cosa. Fatto sta che ha invaso tutto lo spazio. Infine il lavatore. Anche qui, erba, melma e pantano la fanno da padrone.
Viterbo – Il lavatoio di ponte del duomo
Il lavatoio è addossato al palazzo del Drago costruito verso la fine del XV secolo, proprietà un tempo di Giovanni Battista del Drago, tesoriere del patrimonio di San Pietro in Tuscia. Nei secoli, il palazzo ha subito varie destinazioni: seminario, ospizio, orfanotrofio, scuola e sede di uffici comunali. Nel corso della seconda guerra mondiale vi trovarono rifugio, e purtroppo la morte, diverse famiglie di sfollati. A ricordarle, un’epigrafe affissa al muro dal comune: “Durante i bombardamenti della II guerra mondiale – riporta l’epigrafe – qui perirono intere famiglie in fuga da altre città italiane. Come fratelli veniste accolti ma le bombe vi diedero la morte. La città di Viterbo a memoria pose. 17 gennaio 2015”.
Daniele Camilli
Fotogallery: Il degrado del lavatoio del ponte del duomo
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